Dopo alcuni giorni di assenza dalle scene, Luciano Garofano è tornato in tv ma l’ha fatto nel salotto di Bruno Vespa a “5 minuti” e non per partecipare ai dibattiti sul caso di Garlasco che per anni l’hanno visto protagonista. L’ex comandante dei Ris di Parma, che era a capo del Reparto quando è avvenuto l’omicidio di Chiara Poggi ha difeso a spada tratta il lavoro degli scienziati dell’Arma dei Carabinieri, attualmente sotto i riflettori per presunti e possibili errori nelle analisi del 2007 nell’omicidio di Garlasco.
“Le nostre analisi sono state un punto di riferimento che poi è stato discusso nei vari processi che hanno portato poi alla sentenza definitiva. Penso di aver sbagliato qualcosa? No, assolutamente no. Sono qui proprio per reclamare la nostra onestà contro tutta la campagna di delegittimazione del Ris, che in questi giorni è stato vituperato e delegittimato in maniera veramente vergognosa”, ha dichiarato Garofano, rispondendo indirettamente alle critiche che da giorni vengono mosse ai singoli componenti che hanno lavorato a quell’indagine e non al Reparto, che rappresenta un’eccellenza del panorama italiano e internazionale.
In particolare, al centro della discussione c’è l’analisi sul pedale della bicicletta usata da Alberto Stasi, che in un primo momento restituì un profilo genetico riconducibile a Chiara Poggi ma il giorno successivo, due ulteriori analisi, diedero esito negativo. “È presumibile che io conoscessi questi risultati. Dico ‘è presumibile’ perché dopo 19 anni non si ricordano tante cose. Io, quando sono andato davanti al pm, naturalmente non avevo alcuna documentazione. Però quello che devo dire è che un consulente comunica al pubblico ministero quella che è la sintesi dei risultati del proprio operato. Non comunica mai e non fornisce mai i dati, ma li tiene a disposizione. Tanto è vero che quei dati sono stati forniti poi a novembre del 2025”, ha aggiunto Garofano.
Tuttavia non sono stati forniti quando a chiederli è stato il consulente del giudice Vitelli, quando Garofano non era già più il comandante dei Ris. E ha anche ribadito che i consulenti delle parti ne erano a conoscenza: “Ci sono verbali del 17, del 24 settembre e del 25 settembre che dimostrerebbero, insieme anche alla testimonianza oculare del dottor Capra, che molto probabilmente tutti i consulenti hanno visto tutto quello che era stato fatto fino a quel momento”. Secondo Garofano, “è probabile, perché io non ero in laboratorio, che il capitano Marino avesse consumato tutto il campione e quindi dopo il 20 non aveva la possibilità di ripetere questa analisi. Il capitano Marino aveva comunque valutato tutti gli esiti ottenuti fino a quel momento e secondo la sua interpretazione, avallata sicuramente anche da me, quel materiale era ed è sicuramente attribuibile a Chiara Poggi e non era sangue. È possibile ci sia stato uno scambio di campione? No, assolutamente no”.
