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Sempio: "Sono un colpevole desiderato, mi aspetto il rinvio a giudizio"

L'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nella nuova indagine ammette a Verissimo di pensare al processo: "Ci aspettiamo di arrivare ad un'udienza preliminare, poi si vedrà"

Sempio: "Sono un colpevole desiderato, mi aspetto il rinvio a giudizio"
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"Sono un colpevole desiderato". Così Andrea Sempio ha spiegato a Silvia Toffanin a Verissimo la sua posizione in merito all'indagine per l'omicidio di Chiara Poggi che lo vede protagonista in quanto indagato per l'omicidio della giovane a Garlasco nel 2007. "C'è una storia giuridica abbastanza lineare. Poi c'è la parte mediatica, con tifoserie schierate. Questa storia è diventata una serie tv. Una parte ce l'ha con me, sono il colpevole desiderato. Nella vita di tutti i giorni non avverto odio. Sui social, invece, tantissimo. Quando escono notizie a me favorevoli, sui social si legge che 'c'è sotto qualcosa, c'è un trucco'. C'è gente che vuole festeggiare la mia condanna", ha dichiarato Sempio.

Sull'evoluzione della sua situazione, in modo molto realistico, Sempio ha dichiarato di aspettarsi "il rinvio a giudizio nel senso di arrivare ad un'udienza preliminare". Questo scenario è attualmente il più probabile vista la situazione, ma la procura di Pavia non ha ancora scoperto del tutto le sue carte e probabilmente solo in primavera si capirà quale direzione vuole intraprendere il procuratore Fabio Napoleone. Sapere ora come evolverà il tutto dopo l'udienza preliminare è lavoro per indovini: nessuno sa quale potrebbe essere la decisione del gip, anche perché nessuno sa quali siano le carte in mano a Napoleone: "Vedremo poi in udienza preliminare, puntiamo al proscioglimento: non ci sembra ci siano elementi per portare avanti il processo. Io potrei chiedere di essere interrogato, se sarà il caso si farà".

Sempio con Toffanin ha ripercorso il momento in cui ha saputo di essere stato indagato: "Dobbiamo consegnarle un atto', mi hanno detto i carabinieri quando ho risposto. Quello che stavo vivendo finisce e inizia tutto quello che sto vivendo adesso, tra caos e sospensione. Il primo pensiero è stato 'come lo dico ai miei?'. Dovevo dirgli che ci eravamo dentro, di nuovo. Sono andato a casa dei miei genitori con il documento in mano". Sulla possibilità che possano esserci altri indagati, ovviamente Sempio dice di non sapere e sugli elementi noti attualmente a suo carico si mostra tranquillo: "Poniamo che l'impronta sia ascrivibile a Sempio. Ma non è un'impronta insanguinata ed è su una parete su cui ci sono impronte del fratello, dei carabinieri e di altre persone. È un punto della scala in cui era normale appoggiarsi".

Risponde così sull'impronta 33, mentre sull'aplotipo Y riconducibile alla sua ascendenza patrilineare dice: "C'è una traccia che viene fuori da una replica, in altre repliche non c'è. È una parte dei risultati che sono usciti. Nella mia archiviazione del 2017, il pm aveva detto che le perizie a me contrarie prendevano in considerazione solo una replica".

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