Leggi il settimanale

Nicole Minetti rompe il silenzio: "Adozione nel pieno rispetto della legge. Per mio figlio ingiustificata esposizione mediatica"

L'ex consigliera regionale affida il suo pensiero a una nota: "Mai indagata in Uruguay e in Spagna". E nega di avere mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici del figlio, mai conosciuti

Nicole Minetti rompe il silenzio: "Adozione nel pieno rispetto della legge. Per mio figlio ingiustificata esposizione mediatica"
00:00 00:00

L'ex consigliera regionale Nicole Minetti rompe il silenzio sull'adozione del figlio in Uruguay, dopo gli accertamenti della procura generale di Milano e del Quirinale seguiti alle ricostruzioni del Fatto quotidiano. "Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto",sottolinea in una nota diffusa tramite i suoi avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra.

"L'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge - aggiunge - seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegatò. 'Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa - afferma Minetti - risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori".

"Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili". "In tale contesto - aggiunge - è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso". Minetti spiega: "Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori, tra cui la Carta di Treviso".

Ancora: "È particolarmente grave che siano state attribuite alla mia persona circostanze e dichiarazioni mai rese, costringendomi a difendermi da fatti del tutto inesistenti. Preciso, con assoluta chiarezza, di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna". Sottolinea ancora: "Come qualsiasi genitore attento e responsabile, di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, in Italia e all’estero, al fine di garantire le migliori cure possibili. In tale contesto, è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto, nel 2021, a un delicatissimo intervento chirurgico".

Si legge ancora nella nota: "Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto. L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato. Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e i principi deontologici a tutela dei minori". Infine osserva: "Confido nell’operato della Magistratura affinché venga fatta piena luce sulle falsità divulgate e venga ristabilita la verità dei fatti.

Mi riservo, sin d’ora, unitamente ai miei legali, di adire senza indugio le competenti sedi giudiziarie, civili e penali, nei confronti di chiunque abbia contribuito alla diffusione di notizie false e lesive, al fine di ottenere ogni tutela e ristoro dei danni subiti".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica