Il primo passo sarà sentire i medici che hanno avuto in cura il bimbo adottato da Nicole Minetti. Poi sarà il momento di tirare la riga sugli approfondimenti all'estero, in particolare Uruguay e Ibiza, chiesti dalla procura generale all'Interpol. È ancora un caso la grazia "per ragioni umanitarie" concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ex consigliera regionale, condannata a 3 anni e 11 mesi di carcere per sfruttamento della prostituzione e peculato. Dopo le rivelazioni del Fatto quotidiano su presunte irregolarità nella procedura di adozione, e su possibili illeciti commessi al GinTonic, il ranch di Punta del Este di Cipriani, compagno di Minetti, gli inquirenti stanno svolgendo nuovi approfondimenti.
Le ombre della denuncia sulle feste nell'hotel dei Cipriani
Per il momento a carico di Nicole Minetti non compaiono pendenti, né le banche dati delle diverse polizie restituiscono segnalazioni o indagini in corso. Ma dato che la richiesta di grazia si deve fondare su elementi chiari e certi, la procura generale potrebbe rivedere il suo parere. Pesano infatti, in questo quadro, non solo i sospetti gettati dalle ricostruzioni giornalistiche, a partire da quelli sui genitori del bimbo e sull'avvocatessa sparita in Uruguay, ma anche le ombre date dalla denuncia, anticipata dal Corriere oggi, di una giovane americana ex fidanzata di Massimiliano Max Ferruzzi (cugino di Cipriani), ad dell'hotel Cipriani a Porta Venezia, nel cda dell'Harry's Bar a Venezia presieduto da Arrigo Cipriani, ed erede dell'impero del cemento a Ravenna, poi gestito da Raul Gardini.
La procedura di adozione
Sulla procedura di adozione in Uruguay di cui si intendono acquisire i documenti originali per capire se sia stata regolare o meno, anche se al momento, in base alle carte depositate dai legali della 41enne, pare non mostri alcuna anomalia. È stato il tribunale di Venezia, con un decreto del luglio 2024, a convalidare l'adozione decisa in Urugay per il nipote del fondatore del famoso Harry's bar di Venezia, Giuseppe Cipriani, e per l'ex consigliera regionale. Si attendono anche i risultati del capitolo che riguarda gli ultimi anni di vita di Minetti, con verifiche ad ampio raggio nel paese sudamericano e a Ibiza. "Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell'autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole", fanno sapere fonti del Quirinale, interpellate sui nuovi sviluppi del caso Minetti. "Successivamente - prosegue la stessa fonte - sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentante alla base della domanda di grazia e del parere che l'accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere - d'intesa con il Ministero della Giustizia - che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso - conclude la fonte - che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura".
La procura generale pronta a riformulare parere
"È doveroso, da magistrato, controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose", afferma il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa che insieme alla procuratrice generale Francesca Nanni ha firmato il parere favorevole per la grazia a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e il processo Rimborsopoli. "Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte. Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato" aggiunge. Brusa continua: "Sono pronto a cambiare il mio parere dall'oggi al domani.
Voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia" ossia il "tema umanitario" legato all'adozione e all'assistenza del minore malato e "alla personalità della Minetti" legato a un vero cambio di vita rispetto alla sua vecchia immagine. "Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, beh...in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere" conclude Brusa.