Cittadino straniero dichiarò il falso per avere il reddito di cittadinanza, il giudice lo proscioglie

Un cittadino nigeriano era stato accusato di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, dichiarando il falso sul periodo di residenza in Italia ed omettendo la proprietà di un bene mobile. L'uomo è tuttavia stato prosciolto, in quanto non sarebbe stato informato del procedimento a suo carico

Cittadino straniero dichiarò il falso per avere il reddito di cittadinanza, il giudice lo proscioglie
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Era stato accusato di aver dichiarato il falso e di aver omesso la proprietà di un bene mobile nella domanda volta all'ottenimento del reddito di cittadinanza, percependo così il sussidio pur senza averne diritto. Il richiedente non sarebbe in particolare risultato in regola per quel che riguardava il requisito relativo alla residenza per almeno un decennio sul territorio italiano, a quanto sembra. A dispetto di ciò, è però stato prosciolto proprio nelle scorse ore, in quanto non sarebbe stato informato del procedimento a suo carico. Protagonista della vicenda in questione che arriva da Perugia è un uomo originario della Nigeria, il quale era finito a quanto pare sotto accusa per indebita percezione del reddito di cittadinanza. Sulla base di quanto riportato dal sito web PerugiaToday, tutto sarebbe iniziato circa tre anni fa, nell'aprile del 2021, quando il cittadino straniero avrebbe inoltrato la domanda per poter beneficiare del sussidio.

Una richiesta che sarebbe stata in un primo momento accettata: l'uomo avrebbe quindi percepito il reddito di cittadinanza per un certo periodo di tempo. A seguito di una serie di accertamenti, sarebbero tuttavia emerse una serie di irregolarità che hanno portato il cittadino nigeriano sul banco degli imputati. Secondo la procura di Perugia, l’imputato aveva in particolare reso “dichiarazioni false e attestanti cose non vere” al fine di “ottenere indebitamente il beneficio” del reddito di cittadinanza. Due in particolare gli aspetti della domanda che gli sono stati contestati: il primo riguardava come detto il requisito della residenza sul territorio nazionale. Sulla base di quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe dichiarato il falso: avrebbe scritto di essere residente in Italia da almeno dieci anni, “quando invece aveva fatto ingresso nel territorio nazionale solo il 1 giugno del 2014” e l'ottenimento della residenza sarebbe arrivato solamente nel 2017.

Al momento della presentazione della domanda per il rdc quindi, lo straniero viveva in Italia da poco meno di un lustro. Avrebbe inoltre dichiarato di non possedere nulla, ma nella dichiarazione sostitutiva per calcolare l'Isee avrebbe omesso di essere proprietario di un'autovettura. Accuse delle quali l'uomo non dovrà tuttavia rispondere, in quanto non gli sarebbe stato avvertito del processo.

Nel corso della prima udienza dibattimentale, il giudice del tribunale di Perugia ha a quanto pare preso atto del fatto che all’uomo non fosse mai stato notificato nulla in relazione al procedimento giudiziario. E su queste basi, ha infine dichiarato il non doversi procedere, decretando così il proscioglimento dell'imputato.

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