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"Una quantità di sangue impressionante", la testimonianza choc di uno dei carabinieri

Roberto Pennini, ex maresciallo dei Carabinieri, ha raccontato a Mattino Cinque ciò che ha visto una volta entrato nella villetta dei Poggi

"Una quantità di sangue impressionante", la testimonianza choc di uno dei carabinieri
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Una scena a dir poco raccapricciante quella che si sono trovati davanti agli occhi i carabinieri di Garlasco quando sono entrati per la prima volta all'interno della villetta dei Poggi, in via Pascoli. Ospite a Mattino Cinque, l'ex maresciallo dei Carabinieri Roberto Pennini ha raccontato quanto vissuto quel giorno, quando è stato chiamato a intervenire sul posto. Era il 13 agosto del 2007, Chiara Poggi aveva perso la vita in modo orribile, e Roberto Pennini non era in servizio. "Quella mattina ero di riposo, ma sono stato contattato dai colleghi per fare delle foto", ha infatti raccontato Federica Panicucci durante l'intervista. "Andai quindi in caserma per prendere due macchine fotografiche: una analogica e una digitale".

Pennini, dunque, raggiunse la villetta di via Pascoli, senza sapere che a breve si sarebbe trovato di fronte a una scena a dir poco agghiacciante. Arrivato sul posto, per prima cosa, l'incontro con Alberto Stasi, visibilmente sotto choc. "Ho trovato fuori Alberto Stasi che era sulla strada seduto sul muretto, assieme a uno dei colleghi. Non l'ho osservato più di tanto, ma mi sembrava normale", ha dichiarato. Poi l'orrore, una volta entrato nell'abitazione. Pennini ha descritto una scena che lui stesso ha definito orribile. "Le immagini che vedete in tv non rendono", ha precisato. "C'era veramente tanto sangue, più si entrava nel soggiorno e più aumentavano le macchie. La parete era piena di sangue. C'era veramente una quantità di sangue impressionante che lasciava intendere una crudeltà molto violenta della persona che le si è avventato addosso".

Ed è proprio per comprendere una volta per tutte chi e perché si sia accanito in questo modo su Chiara che la testimonianza dei carabinieri, fra i primi a entrare in casa Poggi, è così importante. "È stato un evento talmente brutto che non me lo posso dimenticare.

Non lo dimenticherò mai", sono state le parole di Pennini, che poi si è concentrato sulla figura di Alberto Stasi, chiarendo la questione relativa ai presunti graffi notati sulle braccia del giovane. L'ex maresciallo ha voluto chiarire che non si trattava di graffi ma di "arrossamenti". Arrossamenti probabilmente dovuti a uno sfregamento, dato che Stati era sconvolto e manteneva le braccia conserte.

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