Qatargate

"Rinunciano alla consegna". Cosa cambia per la figlia e la moglie di Panzeri

La procura belga sarebbe intenzionata a rinunciare alla consegna di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni, figlia e moglie dell'ex eurodeputato arrestato per il Qatargate. Lo riferiscono i legali

Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri in una foto postata su Facebook dalla seconda
Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri in una foto postata su Facebook dalla seconda

Forse rimarranno in Italia. La procura federale belga sarebbe intenzionata a rinunciare alla consegna di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni, rispettivamente figlia e moglie dell'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, arrestato a Bruxelles nell'ambito dell'inchiesta Qatargate. La decisione dell'autorità belga si evincerebbe da un documento che è stato notificato in queste ore, di cui ha dato notizia l'avvocato Angelo De Riso, difensore - assieme al collega Nicola Colli - delle due donne ora ai domiciliari in Italia.

"Dai documenti di cui ho possesso risulterebbe, uso il condizionale, che la procura federale abbia ritirato la richiesta di consegna di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni", ha affermato l'avvocato De Riso ai microfoni della Rai, precisando di non voler aggiungere altro sull'iniziativa che è ancora in itinere. L'indirizzo manifestato dalla procura federale belga potrebbe anche essere legato alla decisione di Panzeri di collaborare con i magistrati di Bruxelles, circostanza che potrebbe far allargare lo scandalo ad altri esponenti politici. L'ex eurodeputato di Pd e Articolo1 ha infatti stretto un accordo con la giustizia belga per fornire dettagli sul Qatargate in cambio di una sentenza più morbida. A breve, l'ex esponente politico testimonierà per la prima volta.

Al momento, lo ricordiamo, la moglie e la figlia di Antonio Panzeri sono accusate di corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere per fatti commessi dall'1 gennaio 2021 all'8 dicembre 2022. Secondo gli inquirenti belgi, le donne sarebbero state "pienamente consapevoli delle attività" di Panzeri, e beneficiarie dei proventi della presunta corruzione. Avrebbero inoltre avuto a disposizione una carta di credito. I loro avvocati domani prenderanno contatto con le autorità competenti, in particolare con la Corte d'Appello di Brescia che aveva dato il via libera alla consegna delle due donne, raggiunte da un mandato di arresto europeo lo scorso 9 dicembre.

"Si tratta di capire se tale atto comporta la liberazione per le mie assistite", ha aggiunto l'avvocato De Riso. Al momento, per Maria Dolores Colleoni il prossimo 31 gennaio è fissata l'udienza in Cassazione contro la consegna, mentre per la figlia è appena stato presentato ricorso sempre in Cassazione.

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