C’è voluta la denuncia di un deputato per fermare la mafia dei visti dal Bangladesh. Andrea Di Giuseppe è il parlamentare Fdi eletto all’estero che sin dalla campagna elettorale nella circoscrizione Nord America-Canada ha lanciato la sua offensiva contro l’immigrazione clandestina mascherata da permesso studio e visti di lavoro farlocchi.
Il Tribunale di Roma oggi ha dato piena conferma del suo lavoro, con la condanna per due dirigenti della Farnesina e due imprenditori del Bangladesh, Nazrul Islam (condannato a 4 anni e 8 mesi) e Shamim Kazi (4 anni e 2 mesi), con sanzioni per 630.000 euro e confische dirette: erano stati loro a offrire al deputato meloniano membro della Commissione Affari Esteri una tangente da 2 milioni di euro per chiudere un occhio su un traffico di visti turistici o di lavoro, venduti da 7mila fino a 15mila euro l’uno per almeno 88 casi accertati di immigrazione clandestina tramite aziende italiane compiacenti e garantirsi così un’autostrada di visti verso l’area Schengen per migliaia di irregolari, pronti a pagare cifre esorbitanti.
Sfruttando la complicità di Nicola Muscatello, addetto presso l’ambasciata italiana in Bangladesh, si appoggiava a una rete di aziende italiane che emettevano nulla osta per assunzioni fantasma. Se ne era accorta il premier Giorgia Meloni, che alla Procura nazionale antimafia aveva denunciato la discrasia tra domanda e offerta di lavoro. In questo caso i contratti erano solo carta straccia buona solo per superare la frontiera. Assistito dall’avvocato ed ex pm Antonio Di Pietro, Di Giuseppe ha finto di assecondare i corruttori per registrarne i colloqui e consegnare agli inquirenti le prove schiaccianti dell’offerta milionaria. L’impianto accusatorio era basato su intercettazioni WhatsApp, chat e confessioni rese successivamente alle indagini, in sede di collaborazione spontanea, quando era chiaro che per la compagine le pene sarebbero state molto più severe. «Questa sentenza non è solo una vittoria giudiziaria, ma un segnale: lo Stato non è in vendita», dichiara Di Giuseppe al Giornale. «Quando mi hanno offerto 2 milioni per tradire il mio mandato, ho capito che l’unico modo per fermarli era incastrarli. Il business dei visti facili è una minaccia alla sicurezza nazionale che droga il mercato del lavoro e finanzia la tratta degli esseri umani».
Il Bangladesh è considerato uno dei «Paesi sicuri» dai quali è sostanzialmente impossibile chiedere asilo o protezione sussidiaria, a meno che non ne sussistano evidenti elementi.
La stretta su questo orrido mercato di uomini arriva proprio quando la Farnesina ha annunciato un drastico calo delle domande di asilo nella Ue. A novembre del 2025 le domande erano 54.825 (-26% rispetto ai 75mila circa del novembre 2024 e -12% rispetto ai 62mila del mese precedente), di cui 3.585 sono dal Bangladesh.