Sono poco meno di 450 le firme (e le donazioni) raccolte fino a questo momento per Youssef Siher, considerato dai pm la “mente” dietro le chiamate ai disordini dei giorni scorsi. “Di fronte a quanto accaduto, è fondamentale non rimanere in silenzio e assicurarsi che vengano compiuti tutti i passi necessari per fare piena luce sulla vicenda. Nessuno dovrebbe mai affrontare una battaglia per la verità da solo. Perché stiamo raccogliendo fondi? Questa campagna nasce per sostenere direttamente tutte le esigenze e i costi legati alla vicenda di Youssef, in particolare spese legali e di perizia: per garantire un’adeguata tutela legale, consulenze tecniche e periti legati al caso”, si legge nel testo con il quale si chiede di contribuire.
La raccolta fondi è stata aperta da Mohamed Siher, fratello di Youssef, anche per garantire “sostegno alle pratiche amministrative e burocratiche per coprire tutti i costi vivi e logistici legati alla vicenda”. L’organizzatore promette la massima trasparenza nella gestione dei fondi con l’obiettivo attuale di raggiungere 20.000 euro di donazioni. La raccolta sembra andare abbastanza bene, considerando che in un giorno sono stati raccolti quasi 14.000 euro. Numerosi i firmatari di origine straniera che hanno versato cifre importanti, anche superiori a 100 euro, per contribuire alla causa.
Tra i sostenitori risulta esserci anche “La Luce”, la piattaforma diretta da Davide Piccardo e legato all’area dell’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia), il cui fondatore ed editore è Hamza Roberto Piccardo, padre di Roberto. Il sito è da anni un punto di riferimento per la comunità islamica italiana e in questi giorni si sta spendendo con particolare enfasi in difesa di Siher, per il quale il gip non ha convalidato la custodia cautelare in carcere in quanto ritiene che non vi siano le esigenze. Stando ai dati pubblici, la maggiore donazione finora effettuata è quella di C.C., italiano, che ha versato ben 600 euro per la causa. Altri 500 euro li ha versati P.S., e poi risultano altre donazioni piuttosto importanti, nell’ordine delle diverse centinaia di euro, che però sono state versate in modo anonimo.
