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Così i migranti pagavano per il permesso di soggiorno come finti gay

Il caso è scoppiato nel Regno Unito dove la Bbc ha individuato alcuni studi legali che si prestano a tali pratiche scorrette

Così i migranti pagavano per il permesso di soggiorno come finti gay
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La Bbc ha scoperchiato un sistema di agevolazione alle domande di asilo nel Regno Unito tramite false certificazioni di omosessualità. Alcuni giornalisti della testata inglese si sono finti migranti bisognosi di avere il permesso di soggiorno in Gran Bretagna e hanno scoperto che esistono studi legali e consulenti che, dietro il pagamento di somme cospicue, aiutano i migranti a fingere di essere gay. Il sistema funzionava in modo sempre uguale: agli stranieri il cui permesso di soggiorno era in scadenza, infatti, venivano fornite false storie di copertura ma anche indicazioni per creare false prove, tra cui anche referti medici, che avvaloravano la propria condizione. Il caso è scoppiato nel Regno Unito e non è detto che nel resto d’Europa non ci siano altre situazioni simili. In Italia sono già emersi dei casi simili anche se non a livello sistemico.

A usufruire maggiormente di questi stratagemmi erano pakistani e bengalesi, i quali utilizzavano questo sistema per usufruire della protezione inglese: dichiarandosi gay dicevano di temere per la propria morte nei Paesi di origine e il Regno Uniti difficilmente rifiuta questo tipo di richiesta di asilo. "Chiunque venga scoperto a sfruttare il sistema dovrà affrontare la piena forza della legge, compresa l'espulsione dal Regno Unito", ha commentato il ministro dell’Interno inglese interrogato dalla Bbc. Quel che dovrebbe far riflettere è che una misura umanitaria, che nasce per offrire tutela a chi realmente necessita di aiuto e protezione, diventa l’escamotage per truffare il sistema, mettendo a carico dei cittadini anche soggetti che non hanno diritto a questo tipo di tutela. Fingendosi stranieri in cerca di un permesso di soggiorno facile, i giornalisti hanno scoperto l’esistenza di studi legali che arrivano a chiedere fino a 7mila euro per attuare la pratica.

Addirittura è risultato che i richiedenti venivano mandati dal medico di base fingendosi depressi per ottenere prove mediche a sostegno delle loro richieste. Ed è risultato che uno di loro abbia persino mentito sulla propria sieropositività. Nel reportage realizzato dalla Bbc è stata inserita anche la testimonianza di un consulente che si sarebbe vantato di aver agito in questo modo per 17 anni, vantandosi anche di poter organizzare qualcuno che fingesse di aver avuto una relazione sessuale omosessuale con un cliente.

A uno dei giornalisti, un altro consulente, ha spiegato anche di poter fare in modo di ottenere un ricongiungimento familiare: la moglie di un asilante che si dichiara gay si poteva far arrivare nel Regno Unito e, una volta nel Paese, lei avrebbe potuto presentare una domanda di asilo sostenendo di essere lesbica. Un avvocato legato a un altro studio legale ha dichiarato a un giornalista sotto copertura di aver aiutato persone a fingere di essere gay o atee per ottenere con successo l'asilo.

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