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"Daspo aereo" per i passeggeri violenti: non potranno volare fino a quattro anni

Sempre più incidenti e disordini sugli aerei: "Sicurezza a rischio"

 "Daspo aereo" per i passeggeri violenti: non potranno volare fino a quattro anni
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I passeggeri trattati come gli hooligans, o come i teppisti che sfasciano le città. È la soluzione proposta dal ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot per garantire la sicurezza dei voli e frenare l'aumento degli episodi di cosiddetta «air rage», la «rabbia dell'aria», ovvero la moltiplicazione di incidenti e violenze scoppiate ad alta quota, a bordo degli aeroplani. Un fenomeno in costante aumento, che ha spinto la IATA - la International Air Transport Association che rappresenta 365 compagnie in tutto il mondo - prima a stendere il Protocollo di Montreal nel 2014 e poi a chiedere misure più stringenti a difesa della sicurezza aerea.

I due casi di passeggeri che a luglio hanno cercato di aprire il portellone in volo a bordo di un Manchester-Agadir e di un Madrid-Caracas hanno colpito l'opinione pubblica almeno quanto l'adolescente violentata fra Mumbai e Zurigo, ma sono solo la punta dell'iceberg. Disordini, reati e follie sono più frequenti di quanto si immagini. La FAA americana ha fatto segnare 5.981 denunce

nel 2021, con un incremento del 500%. Fra 2022 e 2023 in ben 17 casi relativi ad aggressioni sessuali o violenze è intervenuto perfino l'Fbi. Ma se il picco raggiunto durante il Covid è parzialmente spiegabile con la generale tensione accumulata dai cittadini per le regole rigide della pandemia, sociologi e psicologi da tutto il mondo oggi si stanno interrogando sui motivi dell'aumento dei passeggeri indisciplinati.

Il primo caso documentato è un passeggero ubriaco che si mise a mordere i vicini e le hostess a bordo di un Havana-Miami nel 1947 e senz'altro l'abuso di alcolici e droghe pesa, tanto che a Londra Gatwick il personale di pub, ristoranti e bar è tenuto a comunicare la presenza di passeggeri in stato psicofisico alterato ai desk delle compagnie. Tuttavia, le sostanze impattano solo nel 23% dei casi. E dunque? La risposta la azzardano sia Keith Payne della North Carolina University, sia Katherine DeCelles, docente a Toronto: la conflittualità a bordo è aumentata dalle differenze di trattamento fra classe economica, business e prima. Il graduale e diffuso peggioramento delle condizioni di viaggio della economica - sedili più stretti,

meno spazio, poche hostess, cibo mediocre a prezzi alti - crea un sentimento di ingiustizia sociale e predispone soggetti già di per sé inclini alla rabbia a sbottare. Con il risultato che spesso è la sicurezza di tutti a finire a rischio.

Le prime contromisure sono state le cosiddette «black list», elenchi di nominativi di passeggeri violenti e sgraditi, ormai adottate in mezzo mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. In Corea del Sud si è arrivati a munire il personale aereo di pistole paralizzanti.

In Francia, come detto, si sceglie la via del pungo duro del daspo, come per gli hooligan appunto: divieto di imbarcarsi da 24 a 48 mesi e multe che possono arrivare fino a 20mila euro per chi si rende responsabile di episodi particolarmente gravi. Una misura si spera sufficiente per far sì che solo per le ginocchia strette a qualcuno non venga voglia di far cadere un Airbus.

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