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Epstein file, l’onda d’urto globale: dimissioni a Davos, Clinton al Congresso e nuove ombre sulle élite internazionali

Le nuove carte del caso più discusso del momento riaprono il fronte politico e istituzionale

Epstein file, l’onda d’urto globale: dimissioni a Davos, Clinton al Congresso e nuove ombre sulle élite internazionali
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A oltre sei anni dalla morte di Jeffrey Epstein, non si arresta la nuova ondata di rivelazioni contenute nei file diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. I documenti — milioni di pagine tra email, agende, fotografie e registri di viaggio — stanno riaprendo interrogativi sui rapporti tra il finanziere e alcune delle figure più influenti del mondo politico, economico e accademico occidentale.

Le conseguenze sono immediate e tangibili: dimissioni ai vertici di un’istituzione simbolo della governance globale come il World Economic Forum, testimonianze davanti al Congresso americano e un acceso dibattito mediatico su fotografie e frequentazioni del passato. Più che nuovi capi d’accusa, a emergere è il peso reputazionale di relazioni e presenze in contesti oggi considerati altamente problematici.

Dimissioni a Davos: il terremoto al World Economic Forum

Le rivelazioni hanno travolto il vertice del World Economic Forum, organizzatore del Forum di Davos. Il presidente e Ceo Børge Brende ha annunciato le dimissioni dopo la pubblicazione di informazioni sui suoi rapporti con Epstein. In una nota ufficiale, Brende ha parlato di una scelta maturata “dopo un’attenta riflessione”, sottolineando di voler consentire all’organizzazione di proseguire “senza distrazioni” in una fase delicata.

Il Consiglio di amministrazione ha nominato Alois Zwinggi presidente e Ceo ad interim, avviando la procedura per la selezione di un successore permanente. I copresidenti André Hoffmann e Larry Fink hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Brende, pur riconoscendo la necessità di una transizione ordinata.

Per Davos si tratta di un passaggio simbolicamente pesante: il Forum, che riunisce capi di Stato, leader finanziari e imprenditori globali, finisce nuovamente sotto i riflettori per le sue reti relazionali e per la permeabilità tra élite economiche e circuiti privati di potere.

La foto di Stephen Hawking

Tra i documenti desecretati compare anche un’immagine del fisico britannico Stephen Hawking, scattata nel 2006 durante un simposio scientifico al Ritz Carlton di St. Thomas, nelle Isole Vergini americane. La fotografia lo ritrae su uno sdraio accanto a due donne in bikini con in mano cocktail; i volti delle donne sono stati oscurati. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, potrebbero trattarsi di sue assistenti. Il nome di Hawking compare circa 250 volte nei file, con riferimenti a visite sull’isola privata di Epstein, Little Saint James, tra cui un barbecue nel marzo 2006 e altre attività sociali.

Non risultano accuse penali nei confronti dello scienziato, ma la diffusione delle immagini riaccende il dibattito sul coinvolgimento — anche solo relazionale — di accademici di primo piano nei circuiti frequentati da Epstein. Il tema tocca direttamente università e fondazioni scientifiche, già in passato finite sotto esame per donazioni e legami con il finanziere.

Hillary Clinton testimonia al Congresso

Sul fronte politico, le nuove rivelazioni hanno portato all’apertura di audizioni davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. L’ex Segretaria di Stato Hillary Clinton ha iniziato a testimoniare nell’ambito dell’indagine congressuale, dichiarando in apertura: “Non avevo idea delle loro attività criminali. Non ricordo di aver mai incontrato il signor Epstein”. e aggiunge, deponendo a porte chiuse davanti alla House Oversight Committee, guidata dal repubblicano James Comer: "Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa". "Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini".

Le deposizioni dureranno due giorni e coinvolgeranno anche l’ex presidente Bill Clinton, il cui nome era già comparso in precedenti tranche di documenti relativi ai voli su jet collegati a Epstein — circostanze che l’ex presidente ha sempre ridimensionato.

L’inchiesta parlamentare mira a chiarire la natura e l’estensione dei rapporti tra Epstein e figure istituzionali di primo piano, in un clima politico già fortemente polarizzato. Più che nuove imputazioni, al centro c’è il tema della trasparenza, della responsabilità pubblica e dell’impatto reputazionale sulle istituzioni americane.

In questa nuova fase, il caso Epstein non si limita più alla cronaca giudiziaria: diventa uno specchio delle relazioni tra potere, denaro e influenza globale, con effetti che continuano a propagarsi ben oltre la scomparsa del finanziere.

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