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Esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz: cosa c'è dietro la mossa di Iran, Cina e Russia

Le esercitazioni navali congiunte tra Iran, Russia e Cina nello Stretto di Hormuz inviano un chiaro segnale agli Usa in un momento di massima tensione tra Washington e Teheran

Esercitazioni militari nello Stretto di Hormuz: cosa c'è dietro la mossa di Iran, Cina e Russia
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Iran, Russia e Cina hanno dato il via a nuove esercitazioni navali congiunte nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio e gas naturale liquefatto. Le manovre, battezzate “Maritime Security Belt 2026”, si svolgono tra il Golfo di Oman e l’Oceano Indiano, ma soprattutto arrivano in un momento di forte tensione tra Teheran e Washington. Secondo le autorità russe e iraniane, queste operazioni mirano a rafforzare la sicurezza marittima e la cooperazione tra le rispettive marine. Appare tuttavia evidente come tali esercitazioni rappresentino un chiaro segnale che il governo iraniano ha voluto inviare agli Usa, con in sottofondo il rischio di un possibile conflitto tra le parti.

Le esercitazioni militari dell'Iran (con Russia e Cina)

L’amministrazione statunitense ha intensificato la presenza militare in Medio Oriente, con il dispiegamento di gruppi navali e assetti aerei. Washington accusa l’Iran di voler sviluppare un’arma nucleare, accuse che Teheran respinge da anni, sostenendo la natura esclusivamente civile del proprio programma atomico. Ecco: in questo scenario, la scelta di organizzare un’esercitazione trilaterale proprio nello Stretto di Hormuz da parte del governo iraniano assume un valore simbolico potente.

Hormuz è molto più di un semplice braccio di mare: da qui transita una quota significativa dell’energia mondiale. Anche una chiusura temporanea o parziale dello stretto - come annunciato dall’Iran per alcune ore nell’ambito di esercitazioni parallele – potrebbe essere in grado di far salire la tensione sui mercati internazionali. L’idea che navi da guerra russe e cinesi operino in quell’area, per di più mentre gli Stati Uniti rafforzano la propria presenza in loco, crea un intreccio delicatissimo.

Il numero di unità russe e cinesi coinvolte sarebbe limitato e non in grado di alterare significativamente il rapporto di forze con la Marina statunitense. Tuttavia, la loro presenza potrebbe complicare eventuali piani di attacco contro obiettivi iraniani, imponendo maggiori cautele operative per evitare incidenti o escalation involontarie.

La mossa di Teheran

Unità navali russe, cinesi e iraniane "dovrebbero partecipare con diverse navi e capacità operative per testare il coordinamento, la prontezza tattica e le procedure di risposta rapida nello Stretto di Hormuz", ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Mehr. Tutto si svolgerà nei pressi del porto di Bandar Abbas, base strategica della marina iraniana che rappresenta uno dei centri nevralgici delle capacità navali di Teheran.

Qui sono infatti concentrate infrastrutture, sensori e mezzi che sarebbero potenziali bersagli in caso di conflitto. Come ha spiegato The War Zone, la presenza, seppur temporanea, di navi russe e cinesi nelle vicinanze lascia presupporre che qualsiasi azione militare statunitense dovrà tenere conto della loro posizione, per scongiurare rischi di coinvolgimento diretto di Mosca o Pechino.

Queste manovre potrebbero essere pianificate da mesi, ovvero ben prima dell’ultimo picco di tensione con Washington. Nikolai Patrushev, uno dei principali collaboratori del presidente russo Vladimir Putin, ha in ogni caso inquadrato l'esercitazione come parte di una più ampia lotta tra gli Stati Uniti e l'alleanza Brics, che include anche Russia, Cina e Iran.

Patrushev ha criticato i continui tentativi di Stati Uniti e Nato di sequestrare petroliere contenenti petrolio russo, nonché le persistenti tensioni tra Washington e Teheran.

"Sfrutteremo il potenziale dei Brics, a cui ora dovrebbe essere conferita una dimensione marittima strategica a pieno titolo. Le esercitazioni Maritime Security Belt 2026 nello Stretto di Hormuz, dove Russia, Cina e Iran si dimostrano rilevanti", ha dichiarato l'alto funzionario russo.

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