Leggi il settimanale

"Focolaio e scoppio anomali. Il panico colpa dei gas tossici"

L’esperto, Alessandro Leonardi: serviva più ossigeno per un flashover. Forse c’erano altri fuochi artificiali

"Focolaio e scoppio anomali. Il panico colpa dei gas tossici"
00:00 00:00

Alcuni video mostrano gli istanti dopo l’inizio dell’incendio nel locale di Crans-Montana prima che le fiamme avvolgessero tutte le pareti trasformandolo in una trappola mortale.
Come si sia passati da un rogo localizzato a un inferno, lo abbiamo chiesto ad Alessandro Leonardi, ingegnere chimico specializzato nella modellazione avanzata degli incendi, tra i papà delle norme europee per la classificazione della reazione al fuoco dei materiali.

È stato il flashover di cui parlano le autorità svizzere?
«L’ipotesi del flashover come causa primaria calza poco con un ambiente chiuso come un seminterrato che sembra non avesse neanche aperture verso l’esterno. È un fenomeno che avviene quando la combustione ha a disposizione un’elevata quantità di ossigeno e quindi raro in una sorta di bunker».


Sembra che nella fuga sia stata rotta una finestra...
«Sì, al piano superiore, ma ha avuto poca influenza sul seminterrato. Esistono una serie di studi sul rapporto tra le superfici del piano e quelle di ventilazione. L’incendio è governato da una reazione chimica, se viene meno l’ossigeno nell’aria la velocità di combustione rallenta impedendo il raggiungimento delle condizioni di flashover. Piuttosto in condizioni confinate con scarso ricambio d’aria si ha una sovrapproduzione di sostanze incombuste e molto tossiche, che possono determinare stati di incapacitazione, panico e disorientamento».

Quali anomalie ha riscontrato?
«Il fatto che ci sia stata una violenta propagazione del fronte di fiamma è strano perché gli arredi lignei bruciano in maniera lenta.
Probabilmente si è creato un innesco con temperature molto alte, forse legato all’uso improprio di giochi pirotecnici a base di fosforo, ho dubbi sulle candeline scintillanti, che non sono in grado di scatenare così tanta energia. Non sappiamo cosa sia successo là dentro, se qualcuno ha introdotto materiali incompatibili con l’ambiente.
Dalle immagini si vede un focolaio anomalo, le fiamme si sviluppano a soffitto coinvolgendo materiale di natura sintetica che emette gocce infiammate, forse addobbi o materiale fonoassorbente. Ciò che è avvenuto dopo è incerto, il fronte delle fiamme si è propagato con violenza introducendo nell’ambiente fumo e gas venefici, inibendo le capacità dei presenti e generando panico».

L’esplosione è stata successiva all’incendio?
«Esatto ed è la seconda stranezza perché di solito accade l’inverso. Potrebbe essere un incendio di ritorno, il cosiddetto backdrafting, che ho sentito essere richiamato da qualche tecnico d’Oltralpe. L’ipotesi di una reazione violenta al limite dell’esplosione è compatibile con uno sviluppo importante di incombusti e la mancanza di ossigeno nel locale. La rottura degli infissi al piano terra ha generato un flusso d’aria importante che ha riacceso i gas di pirolisi con l’insorgenza di una reazione quasi esplosiva».

Quale può essere una ricostruzione plausibile dell’accaduto?
«C’è stata una sovra-sollecitazione termica, un innesco violento ha dato luogo a un focolare che si è alimentato con sostanze altamente reattive con una pessima capacità di reazione al fuoco. Esse hanno consentito all’incendio di camminare velocemente, senza arrivare alle condizioni di flashover, venute dopo con l’apertura degli infissi al piano di sopra.


Con questa velocità di propagazione del fronte di fiamma si sono create condizioni da sviluppare gas tossici, che hanno influito sul regolare deflusso delle persone che in preda al panico per gli effetti dei gas e per la diminuzione della viabilità dovuta ai fumi, sono rimaste disorientate e spaventate, perdendo la possibilità di riconoscere le vie di esodo, con tutta evidenza inadeguate».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica