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Francia, la proposta di legge sul matrimonio: "Rapporti sessuali tra coniugi non sono un obbligo"

Il disegno di legge prevede l'abolizione del "dovere coniugale" inteso come qualsiasi obbligo sessuale nei confronti del coniuge. Sarà approvato entro l'estate

Francia, la proposta di legge sul matrimonio: "Rapporti sessuali tra coniugi non sono un obbligo"
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I rapporti sessuali nel matrimonio non saranno più contemplati tra i cosiddetti "doveri coniugali". Accade in Francia dove, mercoledì 28 gennaio, l'Assemblea Nazionale ha approvato all'unanimità, con 106 voti favorevoli e 0 contrari, il disegno di legge che ridefinisce il concetto di "comunione di vita" tra marito e moglie, eliminando l'obbligo di consumare momenti di intimità con il coniuge. Lo riporta il quotidiano francese Le Figaro.

La proposta di legge

La nuova proposta di legge, co-firmata dalla deputata ecologista Marie-Charlotte Garin e Paul Christophe del partito di centro-destra Horizons, mira ad eliminare ogni forma di ambiguità giuridica nell'interpretazione del vincolo matrimoniale. Sebbene, infatti, il "dovere coniugale" non sia previsto in modo esplicito dal Codice Civile francese, nelle aule di tribunale è stato spesso assimilato al concetto di "comunione di vita" e quindi anche "di letto". Attraverso "il riconoscimento del dovere coniugale, - hanno chiarito i due firmatari - il diritto francese ha così legalizzato l'imposizione di rapporti sessuali", alimentanto l'idea di un presunto e sottinteso obbligo sessuale tra marito e moglie.

L'ambiguita giuridica

La necessità di mettere nero su bianco un disegno di legge ad hoc nasce da alcune vicende di cronaca che hanno scosso profondamente l'opinione pubblica, come il drammatico caso di Gisèle Pelicot, la donna sottoposta a reiterati abusi sessuali da parte del marito. Non solo. Nel 2019 un uomo aveva ottenuto il divorzio, con addebito esclusivo alla moglie, perché costei aveva deciso di sottrarsi a presunti doveri coniugali inerenti alla sfera intima. Dopo un vano ricorso in Cassazione, il caso era approdato dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che nel 2025 ha condannato la Francia. La Cedu ha chiarito che il riconoscimento del "dovere coniugale" equivale a legittimare i rapporti sessuali sotto costrizione e, nel caso di specie, sotto la minaccia di un divorzio.

I risvolti politici

Il provvedimento, che ora deve passare al vaglio del Senato, ha ottenuto il consenso unanime di deputati comunisti e repubblicani. L'obiettivo comune è quello di porre fine alla cosidetta "cultura dello stupro".

"Vorrei rivolgere un pensiero a tutte le donne che si sono sforzate, che hanno subito stupri coniugali. - ha dichiarato in aula Marie Charlotte Garin dopo il voto - Contiamo su questo testo affinché sia un punto di partenza, perché tutto questo finisca davvero".

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