La politica economica portata avanti dal governo laburista di Keir Starmer sta presentando il conto a Londra: l’inasprimento fiscale promosso dal Cancelliere dello Scacchiere, il ministro del governo britannico responsabile delle finanze e del tesoro Rachel Reeves, ha infatti scatenato un fuggi fuggi generale dei paperoni residenti nel Paese, i quali non vedono più tutelati i propri interessi da questo repentino cambio di rotta.
A scattare un’istantanea del momento è la pubblicazione della nuova edizione della Rich List del Sunday Times, nella quale l’attenzione si focalizza sui 350 uomini e donne più facoltosi del Regno Unito. Secondo i dati emersi analizzando la classifica, sono ben 111 i paperoni ad aver scelto di trasferirsi all’estero, un numero decisamente rilevante, dal momento che si tratta di circa un terzo del totale.
La causa di questa fuga sarebbe la stretta fiscale promossa dall’attuale governo, in particolar modo l’eliminazione degli ultimi privilegi un tempo previsti per lo status speciale "non-dom", che permetteva ai residenti stranieri non domiciliati di non pagare tasse sui redditi prodotti all'estero: da qui avrebbe avuto origine un esodo di grandi patrimoni senza precedenti, che affonda le proprie radici nel 2025 e prosegue con grande intensità anche nell'anno in corso.
Molti ricchi hanno deciso di levare le tende e di trasferirsi in Paesi con fiscalità più vantaggiosa, come l'Italia (grazie alla flat tax per i neo-residenti), ma anche la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti e il Principato di Monaco. Tutto questo, secondo gli esperti, rischia di infliggere un duro colpo alla competitività economica nazionale, già messa a dura prova dalla Brexit.
In vetta alla classifica, con un patrimonio ancora in crescita stimato intorno ai 38 miliardi di sterline, si conferma ancora la famiglia britannica di origini indiane degli Hinduja: dopo il decesso di Gopi Hinduja, il controllo del patrimonio è passato nelle mani degli eredi Sanjay e Dheeraj. Al secondo posto in graduatoria ancora una volta ci sono David e Simon Reuben: i due fratelli finanzieri londinesi di origini indo-iracheno-ebraiche, possono contare su un patrimonio di circa 28 miliardi di sterline. Alle loro spalle, e anche questa non è una novità, resta sir Len Blavatnik, imprenditore di origini sovietiche ma naturalizzato britannico-americano che dispone di un patrimonio di oltre 26 miliardi di sterline.
A rompere la “tradizione” della classifica è l’ingresso di paperoni le cui fortune sono legate alle crypto: sbarca nella top ten, per la precisione in sesta piazza, l’imprenditore Christopher Harborne (18 milioni di sterline), che da una ventina d’anni gestisce i suoi affari dalla Thailandia. Harborne, peraltro, è noto per essere un concreto sostenitore di Nigel Farage, leader del Reform Uk: una sua elargizione da 5 milioni di sterline aveva portato all’apertura di un’indagine amministrativa da parte degli organi nazionali preposti alla vigilanza sulla trasparenza delle attività dei parlamentari britannici.
Scorrendo la graduatoria,
si nota un balzo in avanti da parte del sovrano: Carlo III (+ 8 posizioni) ha visto il suo patrimonio lievitare di 40 milioni di sterline fino a toccare quota 680 milioni (più o meno 780 milioni di euro).