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subito dopo l'incendio

Il fumo, gli abiti bruciati, le urla strazianti: le immagini dei ragazzi scampati all'inferno di Crans-Montana

Il video girato all’esterno del locale mostra giovani sotto choc, fumo che invade la strada e abiti anneriti dalle fiamme: l’audio delle urla racconta il panico dei momenti immediatamente successivi alla tragedia di Capodanno in Svizzera

Le vite umane valgono più della cassa piena

Le immagini sono buie, spezzate, instabili. Ma, soprattutto, sono attraversate dalle urla. Urla lunghe, spezzate, incontrollabili, che tagliano la notte davanti al locale di Crans-Montana dopo la strage dei giovani di Capodanno. Nel video girato con un cellulare non c’è una sequenza logica né una ricostruzione ordinata: c’è il dopo, immediato e caotico. I ragazzi sono già all’esterno, appena riusciti a uscire, mentre alle loro spalle il fumo continua a salire.

Crans-Montana, le urla dei ragazzi nella notte della strage (Redazione web)

L’aria è densa, grigia, difficile da respirare. Le immagini mostrano giovani che si allontanano in preda al terrore: c’è chi grida, aiuto, chi piange, chi urla senza riuscire a dire nulla. Le fiamme non si vedono più, ma il loro passaggio è evidente. Vestiti anneriti, giacche bruciate, abiti rovinati dal fuoco restano addosso a chi è riuscito a mettersi in salvo.

È l’audio a colpire più di tutto. Le urla non accompagnano le immagini: le dominano. Coprono ogni altro suono e raccontano più di quanto faccia il video. Si sovrappongono, si interrompono, ripartono ancora più forti. È la paura che prende voce, mentre una notte di festa si è già trasformata in fuga. In mezzo alle riprese si distingue una ragazza in preda al panico: la voce acuta, insistente, fuori controllo. Urla senza fermarsi, si muove in modo disordinato, incapace di calmarsi. Intorno, altri ragazzi cercano aria, si muovono a fatica.

Sono i giovani scampati all'inferno e queste immagini restano la testimonianza diretta di quei minuti di terrore vissuti all'interno del locale. Urla nella notte, fumo, abiti bruciati e panico: pochi secondi che restituiscono l’impatto emotivo della strage vissuta da chi era lì.

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