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“Giustizia per Quentin”. Vandalizzati gli uffici di Lfi a Belfort e Tours

Assalti alle sedi del partito di Mélenchon tra scritte e vernice rossa. A Bordeaux graffiti con croci celtiche e minacce contro gli antifascisti

 La sede di LfI a Belfort vandalizzata (foto Instagram)
La sede di LfI a Belfort vandalizzata (foto Instagram)
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Clima di alta tensione in Francia. L’ufficio elettorale di Florian Chauche, candidato sindaco a Belfort per La France Insoumise (LFI), è stato oggetto di atti vandalici nella notte. Sulle pareti sono stati gettati schizzi di vernice rossa ed è comparsa la scritta “Giustizia per Quentin”, riferimento a Quentin Deranque, attivista di estrema destra di 23 anni morto a Lione dopo un’aggressione avvenuta giovedì, a margine di una conferenza dell’eurodeputata Rima Hassan (Lfi) a Sciences Po. Sulla vetrina è stato inoltre affisso un manifesto bianco con la frase “La France Insoumise complice. Giustizia per Quentin” stampata in nero. Chauche ha reso noto che presenterà denuncia.

Il sindaco di Belfort Damien Meslot ha condannato l'atto vandalico. Come riportato da Franceinfo, il primo cittadino ha spiegato che le riprese delle telecamere di sorveglianza mostrano "due uomini incappucciati". "La città di Belfort sta mettendo queste riprese a disposizione della polizia nazionale per facilitare l'identificazione dei colpevoli", ha aggiunto: "In una democrazia, il dibattito politico deve essere condotto con rispetto e mai con violenza o intimidazione".

Nelle stesse ore, anche la sede della campagna elettorale del partito di Mélenchon a Tours ha subito danneggiamenti. Sui muri sono apparse le scritte “LFI uccide” e “Assassini”. Gli esponenti locali di LFI hanno ribadito la loro condanna dell'omicidio e hanno affermato che "associare La France Insoumise a questa tragedia non è solo sbagliato, ma anche pericoloso".

Episodi analoghi erano stati registrati il giorno precedente a Metz e Lille, dove diversi uffici del partito erano stati presi di mira. Sempre oggi, a Bordeaux, sui muri dell’EBBS Business School sono stati rinvenuti graffiti contenenti croci celtiche e frasi contro gli antifascisti, tra cui “un antifa = un proiettile”.

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