Il governo cubano ha rivelato le identità di 32 militari uccisi durante la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. Tra le vittime figurano colonnelli, tenenti, maggiori e capitani, di età compresa tra 26 e 60 anni. Appartenevano tutti alle principali agenzie di sicurezza cubane.
L'attacco statunitense, un raid che ha preso il nome in codice di operazione Absolute Resolve ed è stato considerato un'”azione mirata di polizia" contro Maduro, scongiurando il timore di un’invasione, ha colpito duramente il personale in uniforme appartenente alle Forze Armate Rivoluzionarie e al Ministero dell’Interno, le due principali agenzie di sicurezza cubane che erano preposte alla protezione del presidente del Venezuela Nicolás Maduro, il quale si affidava al personale di sicurezza estero considerato efficiente, ma soprattutto “incorruttibile”. Per questo in quello che Guido Olimpio sul Corriere della Sera ha spiegato essere “un dispositivo creato su più livelli nel tentativo di prevenire manovre dall’interno”, i cubani, parte essenziale del dispositivo, addetta anche al controspionaggio, trovata la massima vicinanza con il vertice politico di Caracas, che pure poteva contare sui soldati della guardia presidenziale, sugli uomini dei servizi segreti (venezuelani, la Sebin, le unità “bolivariane”).
Il governo dell’Avana non ha specificato né quale fosse la loro missione né se gli agenti di sicurezza siano morti in uno scontro a fuoco diretto con gli incursori della Delta Force che sono penetrati all’interno dell’alloggio bunker di Maduro, per poi venire esfiltrati con i 2 target high-value, il presidente venezuelano e sua moglie, o se siano morti a causa dei bombardamenti chirurgici che l’aviazione americana ha condotto con aerei da combattimento ed elicotteri armati del 160th Soar, addetti alla copertura dell’operazione.
Il Pentagono ha reso noto che nel corso dell’operazione “da manuale” che ha portato alla cattura di Maduro, sette militari statunitensi sono rimasti feriti. Cinque di questi sarebbero già tornati in servizio mentre due sono ancora in fase di recupero.
"Il fatto che questa missione estremamente complessa e massacrante sia stata portata a termine con successo con così pochi feriti è una testimonianza della competenza dei nostri combattenti congiunti", ha affermato il funzionario del Pentagono che ha reso nota la notizia, aggiungendo che la stima delle vittime causate dal raid è ancora in corso. Se ne sta occupando l’intelligence statunitense. Secondo i funzionari venezuelani, almeno 70 persone sono state uccise nel raid che ha coinvolto oltre 150 aerei militari e un numero considerevole di membri delle forze speciali del 1st Special Forces Operational Detachment-Delta, noto come Delta Force.
È stata invece smentita la falsa notizia che riportava la perdita di uno dei numerosi elicotteri pesanti MH-47 Chinook che hanno preso parte alle operazioni e che, secondo alcune versioni, sarebbe stato costretto a un atterraggio d'emergenza nel centro di Caracas. Il 160th Special Operations Aviation Regiment (Airborne) dell'Esercito degli Stati Uniti non ha registrato perdite.