Jacques Moretti resta nel carcere di Sion dopo l’arresto per violenze domestiche nei confronti della moglie Jessica. I suoi avvocati stanno lavorando per ottenere il trasferimento al Centro Curabilis di Ginevra, struttura specializzata nell’assistenza ai detenuti affetti da disturbi psichiatrici. Una richiesta che potrebbe avere conseguenze anche sui tempi dell’inchiesta per la strage del Constellation, nella quale morirono 41 persone, tra cui sei italiani, e altre 115 rimasero ferite.
La lite tra i coniugi è avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 agosto, all’interno della villa di famiglia. La polizia del Vallese è intervenuta interrompendo lo scontro, mentre Jessica è stata accompagnata al pronto soccorso di Sierre. I medici avrebbero certificato lesioni e uno stato di shock. La donna è stata successivamente dimessa ed è tornata a casa con i due figli. Non ha presentato denuncia contro il marito, ma non lo ha neppure scagionato.
Come riferisce Repubblica, secondo i legali Jacques avrebbe avuto un “crollo nervoso” dopo la decisione dei giudici di confermare l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia almeno fino a ottobre. Pochi giorni prima il tribunale aveva respinto la richiesta di sostituire la firma in caserma con una videochiamata effettuata da un luogo noto alle autorità e aveva prorogato per altri tre mesi le misure coercitive.
Gli avvocati sostengono che Moretti abbia perso 15 chili negli ultimi mesi e puntano ora a documentarne le condizioni psicologiche. Un certificato di sofferenza nervosa era già stato presentato in aprile. Una nuova valutazione medica potrebbe determinare il rinvio degli interrogatori fissati tra la fine di novembre e dicembre, allungando ulteriormente i tempi del procedimento sul rogo di Capodanno.
La crisi familiare potrebbe incidere anche sulla posizione di Jessica. Fino ai primi giorni di agosto i coniugi avevano mantenuto una linea difensiva comune nell’inchiesta sulla gestione del Constellation. L’accusa di violenza domestica e l’eventuale separazione potrebbero ora portare la donna a distinguere la propria posizione da quella del marito.
Se decidesse di collaborare con la procura, Jessica potrebbe fornire elementi sulla divisione dei compiti nella gestione del locale e attribuire a Jacques le responsabilità principali per le decisioni precedenti all’incendio. L’eventuale riconoscimento del suo ruolo di vittima delle violenze potrebbe inoltre rafforzarne la credibilità davanti agli inquirenti e contribuire ad alleggerire le contestazioni nei suoi confronti. Al momento, tuttavia, non risulta che la donna abbia formalmente scelto questa strada.
“Le prove contro i Moretti per la strage al Constellation sono già solide e sufficienti”, ha dichiarato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, sottolineando la necessità che il procedimento per omicidio plurimo colposo resti distinto da quello per violenze domestiche e non subisca ulteriori rallentamenti. La procuratrice Beatrice Pilloud, invece, ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni sui fatti avvenuti tra i due coniugi.
