Le proteste degli iraniani contro il regime passano anche dal web e, inevitabilmente in quest'epoca, dai contenuti generati con l'intelligenza artificiale. Tra i tanti video spuntati in rete, ve n'è uno caricato da Howtan Re, artista nato a Teheran che ha lasciato il suo Paese nel 1979, l'anno della rivoluzione che ha portato al potere gli ayatollah, e che ora vive tra Stati Uniti e Italia. L'uomo è noto per le sue opere provocatorie, che puntano a protestare contro le ingiustizie e a promuovere il dialogo tra culture e religioni.
"Basta con questa dittatura. Vogliamo la libertà. Lunga vita all'Iran e agli iraniani che sono stati massacrati da questi mullah che devono bruciare all'inferno. Basta oppressione, combattiamo insieme per un futuro migliore. Uniamoci per i nostri diritti e le nostre libertà", ha scritto sui social. In allegato al post, un video creato con l'Ia in cui si vede un leone che distrugge un muro dipinto come la bandiera della teocrazia iraniana, montato assieme ad una clip che mostra lo stesso animale sorgere dal vecchio vessillo della Persia e affondare gli artigli nello stendardo degli ayatollah.
L'artista ha anche lanciato un appello per la libertà del suo popolo: "In questo momento, l'Iran sta affrontando una fase critica. Io stesso, come iraniano, sento il peso della lotta dei miei concittadini. I giovani, che rappresentano la speranza e il futuro, stanno perdendo la vita per la libertà e per un Iran migliore. Spero ardentemente che questa tirannia finisca. È inaccettabile che il mio popolo non possa vedere il proprio Paese libero e prospero. Dobbiamo unirci per chiedere giustizia per coloro che hanno sacrificato tutto nella lotta per la libertà. È tempo di far sentire la nostra voce, di condannare l’ingiustizia e di sostenere i genitori e le famiglie di queste vittime. La mia rabbia è comprensibile, ma la nostra risposta deve essere quella di costruire un futuro migliore, dove la libertà e i diritti umani siano garantiti per tutti noi. Non possiamo rimanere in silenzio. Facciamo sì che il sacrificio di questi giovani non sia vano. Uniti, possiamo sperare in un Iran libero e giusto. Per il mio popolo, per la mia libertà. Vi prego pregate per noi".
La simbologia della monarchia iraniana è tornata in auge dall'inizio di queste proteste, cavalcata anche dall'erede dell'ultimo shah, Reza Pahlavi, che più volte ha lanciato messaggi di sostegno ai manifestanti e inviti ad unirsi per abbattere la dittatura di Ali Khamenei.
Al momento, è troppo presto per dire come si concluderà questa rivolta o se questi sono gli ultimi, sanguinari giorni del regime islamico, né tanto meno se nel futuro dell'Iran vi è un ritorno della monarchia. Il Shir-o-Khorshid, il sole e il leone che compongono l'emblema della dinastia caduta nel '79, può però diventare il legante capace di veicolare le tante anime della protesta.