Si prospetta un futuro alquanto difficile per diversi siti per adulti. La Commissione europea ha stabilito, in via preliminare, che le piattaforme come Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos violano la legge sui servizi digitali (Dsa) per "non aver protetto i minori" dall'esposizione a contenuti pornografici. In parole semplici, viene ritenuto che misure come le autodichiarazioni di maggiore età per impedire l'accesso ai siti a chi ha meno di 18 anni sono inefficaci.
Il rischio ora per le piattaforme è decisamente alto. Se tali violazioni dovessero essere confermate,queste ultime potrebbero subire pesanti sanzioni pecuniarie che sarebbero proporzionate all'infrazione, fino al 6% del fatturato annuo globale. Non proprio spiccioli.
Netta la presa di posizione della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen che ha spiegato: "Le piattaforme online hanno una responsabilità. Oggi compiamo un'ulteriore azione per dare attuazione al Dsa, garantendo che i bambini siano adeguatamente protetti online, come è loro diritto",
Dall’indagine della Ue avviata il 27 maggio scorso sarebbe emerso che le piattaforme in questione non avrebbero identificato e valutato diligentemente i rischi. Nella valutazione si spiega che i siti per adulti avrebbero dato eccessiva importanza a preoccupazioni di natura commerciale, come il danno reputazionale, anziché concentrarsi sui rischi sociali per chi ha meno di 18 anni, fornendo talvolta informazioni fuorvianti e ignorando i pareri delle organizzazioni per i diritti dei minori.
Per palazzo Berlaymont, le misure adottate fino ad ora dalle piattaforme come le autodichiarazioni di maggiore età, l'oscuramento delle pagine, gli avvisi sui contenuti e le etichette "Riservato agli adulti", non raggiungerebbero lo scopo per le quali sono state messe in atto in quanto non impedirebbero efficacemente ai minori di accedere a contenuti dannosi.
Per questo motivo la Commissione europea ha sottolineato la necessità per Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos di adottare sistemi di verifica dell'età che tutelino la privacy. A tal proposito è stata citata come standard di riferimento la futura app Ue attualmente in fase di test.
Si attende ora la replica delle quattro piattaforme.
Queste ultime potranno esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d'indagine e rispondere per iscritto alle conclusioni preliminari. Le stesse, però, possono adottare misure per porre rimedio alle violazioni. Contestualmente pare certo che verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali.