Politica estera

"Nella Nato anche senza la Svezia": l'ultima mossa della Finlandia

Il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto ha detto in un'intervista che la Finlandia potrebbe trovarsi costretta di andare avanti nel processo Nato anche senza la Svezia, al centro di tensioni con la Turchia che ne stanno rallentando l'ingresso nell'Alleanza

"Nella Nato anche senza la Svezia": l'ultima mossa della Finlandia
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Con o senza Svezia, la Finlandia intende entrare nella Nato. Se Stoccolma è alle prese con uno spinoso negoziato con la Turchia, in una strada sempre più in salita a causa delle ultime polemiche con Ankara, Helsinki ha dato l'impressione di avere fretta. E, soprattutto, di non essere ancora arrivata ai ferri corti con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Sembra, inoltre, che il governo finlandese voglia chiudere il discorso relativo ad un possibile ingresso nell'Alleanza Atlantica prima delle prossime elezioni parlamentari finlandesi, previste nella primavera del 2023.

La Finlandia e l'ingresso nella Nato

Le ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, sono emblematiche dell'aria che si respira nel Paese nordico. Haavisto ha infatti dichiarato in un'intervista che la Finlandia potrebbe trovarsi costretta di andare avanti nel processo Nato senza la Svezia. "Chiaramente dobbiamo rivalutare la situazione se la richiesta svedese dovesse arenarsi", ha detto il Ministro all'emittente di servizio pubblico finlandese Yle.

Si tratta di un cambiamento a 180 gradi dalla posizione precedente, in cui la Finlandia e la Svezia erano unite nella loro adesione alla Nato, essendo i due Paesi legati storicamente e con una lunga tradizione di piena collaborazione nella difesa. Poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, i due governi avevano proposto insieme di avviare un processo per entrare nell'Alleanza Atlantica, così da annullare ogni possibile minaccia da parte di Mosca. La situazione svedese ha però spinto tuttavia Helsinki a valutare altre opzioni.

L'opzione di Helsinki

La dichiarazione del ministro degli Esteri finlandese è arrivata dopo che Erdogan ha escluso il via libera di Ankara alla candidatura della Svezia. Un'adesione congiunta dei due Paesi nordici rimane "la prima opzione", ma "dobbiamo ovviamente valutare la situazione, se è successo qualcosa per cui a lungo termine la Svezia non può più andare avanti", ha aggiunto lo stesso Haavisto, affermando che è "troppo presto per prendere una posizione".

A proposito di Erdogan, le sue ultime dichiarazioni sono chiarissime: "Se la Svezia ama così tanto i terroristi, poi non si aspetti l'appoggio della Turchia" nel processo di adesione alla Nato. Ricordiamo che il leader turco contesta a Svezia e Finlandia di sostenere i curdi del Pkk e dell'Ypg, entrambi ritenuti da Ankara organizzazioni terroristiche. "Diffondete il terrore ovunque e poi vi aspettate che sosteniamo la vostra adesione alla Nato? Non esiste, non aspettatevi una posizione simile", ha detto il Presidente turco.

Una strada in salita

A questo punto lo scenario è avvolto da una fitta nebbia. La Turchia si è detta "scioccata e infastidita" dalle manifestazioni contro Erdogan avvenute in Svezia. Manifestazioni che, a detta di Ankara, complicheranno, se non azzereranno, le possibilità che il governo turco possa negoziare in vista di una ipotetica fumata bianca.

"Questi manifestanti stanno giocando con la sicurezza della Finlandia e della Svezia", ha sottolineato il Ministro degli Esteri finlandese, aggiungendo che il loro scopo è provocare la Turchia e influenzare il discorso pubblico.

Questi ultimi

"problemi" sulla strada vedranno il processo di adesione di Finlandia e Svezia ulteriormente bloccato, almeno fino a dopo le elezioni turche, che si concluderanno a metà maggio, ha fatto sapere l'emittente finlandese Yle.

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