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Pasqua al Santo Sepolcro con le porte chiuse: Pizzaballa celebra davanti a soli 20 fedeli

Nella basilica deserta per le restrizioni legate al conflitto, il patriarca di Gerusalemme lancia un messaggio di speranza contro guerra, paura e odio

Pasqua al Santo Sepolcro con le porte chiuse: Pizzaballa celebra davanti a soli 20 fedeli
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Le celebrazioni al Santo sepolcro vanno avanti e il cardinale patriarca Pierbattista Pizzaballa ha presieduto la cerimonia della vigilia Pasquale. La funzione, uno dei momenti più attesi della settimana santa a Gerusalemme, generalmente attirava centinaia di fedeli nella basilica. Questa volta invece Pizzaballa dovuta celebrare davanti a soli 20 persone, i frati residenti nel Santo sepolcro. Nell’omelia il patriarca ha fatto un accenno alla situazione di restrizioni che si vive a causa del pericolo dei missili iraniani.“ Le porte sono ancora chiuse. Il silenzio è quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di ciò che la guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata”, ha detto il porporato bergamasco. Omelia è continuata sottolineando però come “proprio qui, in questo luogo dove la morte è stata abitata da Dio, la parola di Dio risuona più forte di ogni silenzio”. Il cardinale ha avuto parole di speranza: ” anche noi oggi celebriamo con una fede provata, fragile, forse è stanca eppure ancora in piedi. Non perché siamo forti, ma perché qui ci sostiene qualcuno “.

Parole significative, come quando il francescano ha spiegato che “nessuna terra è per sempre contesa, nessuna ferita è per sempre insanabile, nessuna memoria è per sempre prigioniera dell’odio”. Continuando nel suo ragionamento, Pizzaballa ha detto che è così “non perché sia facile – sappiamo quanto sia difficile – ma perché la direzione della storia è cambiata”. Questo è l’insegnamento della resurrezione: “Non camminiamo più verso la morte: da questo sepolcro, la morte è alle nostre spalle. E anche quando la guerra sembra dirci il contrario, noi siamo quelli che hanno visto la pietra rimossa”, ha affermato il cardinale.
Commentando l’episodio evangelico, il cardinale ha anche detto che “in questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a scavare”. Ma per questo si fa più urgente ascoltare la domanda “Chi ci rotolerà via la pietra” che si fanno le donne al sepolcro. “È il grido che sale dalle nostre case, perché intorno a noi pietre sono state rimesse al loro posto”, ha commentato osservando che “qui, oggi, non è solo un’eco lontana del Vangelo”.

La cerimonia della veglia pasquale ha confermato il rispetto dell’accordo tra il patriarcato e la custodia della Terrasanta con l’autorità israeliana. È stato dunque permesso al patriarca di presiedere alle funzioni della settimana santa dopo lo stop nella domenica delle palme. Pizzaballa a concluso la sua omelia dicendo che “ questa è la consegna pasquale, qui dal Santo sepolcro: non restare fermi davanti ai piedi del mondo, ma diventare pietre vive”.

Anche quest’anno non è dunque mancata la solennità nelle funzioni pasquali all’interno della Basilica che custodisce i luoghi Sacri della morte e resurrezione di Gesù, nonostante le porte chiuse ai fedeli per il conflitto in corso.

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