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Il Pentagono chiude ad Anthropic ma la Casa Bianca tratta su Mythos

Il Pentagono chiude ad Anthropic ma la Casa Bianca tratta su Mythos
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La figura dell’hacker, del nerd incappucciato dell’immaginario pop visto in ogni film o serie, non ha più un corpo, se non quello, molto umano, di Dario Amodei, CEO di Anthropic, che aveva rifiutato una collaborazione con il Pentagono per la fornitura di Claude, rispedendo al mittente un contratto che avrebbe dato le chiavi del proprio modello per usi su armi completamente autonome e per la sorveglianza degli americani. Tuttavia con Mythos, il modello per la cybersecurity non rilasciato al pubblico perché troppo potente (non solo nel difendere, anche nell’hackerare sistemi con una velocità impressionante), il discorso cambia, non per un ripensamento etico, piuttosto per un salto di scala tecnologico.

Mythos è già stato portato collegato a Project Glasswing, condiviso con le Big Tech come AWS, Apple, Google, JPMorganChase, Microsoft, NVIDIA e oltre quaranta organizzazioni, per una ragione semplice: non c’entra solo la cybersecurity, si è rivelato uno strumento che, nei test, si avvicina pericolosamente a fare meglio degli umani per penetrare le difese di sistemi complessi, e che non sia un bluff per attrarre capitali lo dimostra proprio il blocco del lancio al pubblico e la richiesta di cooperazione con le altre Big Tech.

In questo caso cambia anche la disponibilità a collaborare con il governo federale, anzi diventa quasi una necessità per la sicurezza globale. Da qui l’incontro tra Dario Amodei e il capo di gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles, e Axios aggiunge che alla riunione ha partecipato anche il segretario del Tesoro Scott Bessent. Non c’è in ballo la sorveglianza dei cittadini, né armi che decidono di testa propria, bensì la sicurezza di tutto ciò che è digitale, vale a dire tutto, e anche l’ansia geopolitica della Cina che su questi modelli non sta certo a guardare.

Insomma, non si tratta di Skynet e fantascienza apocalittica vista e rivista di ribellione delle macchine, è invece la dipendenza sempre più urgente da strumenti che capiamo sempre meno e

usiamo sempre di più. E però ce n’è anche un altro: l’imprevedibilità dei sistemi di sicurezza basati sull’AI. Non si potrà non delegare la sicurezza informatica a modelli così potenti, e anche delegarla resterà un rischio.

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