Tra Cina e Stati Uniti potrebbe presto aprirsi un nuovo fronte di tensioni. I riflettori sono puntati sul porto greco di Elefsina, tra gru arrugginite, cantieri navali in disuso e navi abbandonate. Proprio qui, nel cuore del Mar Mediterraneo, è in corso una partita geopolitica che coinvolge le due potenze mondiali. Questo piccolo centro a pochi chilometri da Atene è infatti diventato un tassello inatteso della rivalità sino-americana. Anche perché il presidente statunitense Donald Trump, come ha dimostrato in Venezuela, intende intensificare la strategia di contenimento dell'influenza di Pechino sulle infrastrutture strategiche globali. Al centro della contesa c'è anche il porto del Pireo, il più grande della Grecia e uno dei principali del Mediterraneo, controllato dal colosso cinese Cosco.
La Grecia al centro della rivalità Usa-Cina
Secondo quanto riportato da Bloomberg, l'amministrazione Trump starebbe valutando il rilancio di Elefsina come hub logistico e commerciale per contrastare il predominio del Pireo, acquisito dalla Cina nel pieno della crisi del debito greco. Cosco ha iniziato a operare nel porto ateniese nel 2009 e nel 2016 ha acquistato il 67% dell'autorità portuale per oltre 368 milioni di euro, trasformando in pochi anni il Pireo nel quinto porto container d'Europa e in uno dei principali scali passeggeri del continente. I risultati economici sono evidenti: i ricavi sono più che raddoppiati, superando i 230 milioni di euro nel 2024.
La Grecia, storicamente terreno di competizione tra potenze straniere, si ritrova così nuovamente sotto i riflettori. Dagli interventi alleati del dopoguerra alla presenza militare Usa a Creta, Atene ha sempre avuto un ruolo strategico nel Mediterraneo orientale. Oggi, con Trump impegnato a ridisegnare gli equilibri globali attraverso dazi, alleanze selettive e pressioni geopolitiche, il Paese ellenico diventa uno snodo chiave della sfida sino-americana. Le autorità greche, però, cercano un difficile equilibrio: da un lato la volontà di rispettare gli accordi firmati con Pechino, dall'altro l'apertura a nuovi investimenti statunitensi, soprattutto in settori come energia e infrastrutture.
I dubbi di Atene
Il progetto americano punta su Elefsina, antica città sacra nel mondo classico e oggi simbolo di un'area post-industriale in cerca di rilancio. Situata a circa 20 chilometri dal Pireo, dispone già di un porto, utilizzato prevalentemente per carichi alla rinfusa. L'idea allo studio prevede lo spostamento e l'ampliamento delle strutture in una zona adiacente, con collegamenti ferroviari e stradali, per trasformarla in un terminal di merci generali, mentre l'area attuale potrebbe diventare una marina turistica. A sostenere l'iniziativa c'è anche la US Development Finance Corporation, che nel 2023 ha concesso un prestito da 125 milioni di dollari per il rilancio dei cantieri navali locali.
La spinta decisiva è arrivata con l'insediamento della nuova ambasciatrice Usa in Grecia, Kimberly Guilfoyle, che ha definito "sfortunata" l'acquisizione cinese del Pireo e ha parlato apertamente della necessità di bilanciare l'influenza di Pechino con capitali e infrastrutture americane. Le sue parole hanno però irritato la Cina, che ha accusato Washington di agire con una "mentalità da Guerra fredda" e di voler sfruttare la Grecia per fini geopolitici.
Nonostante l'interesse internazionale, il percorso per trasformare Elefsina in un vero polo logistico appare tuttavia lungo e complesso.
Esperti locali sottolineano che difficilmente potrà competere con il Pireo nel breve periodo, a causa di ostacoli tecnici, legali e infrastrutturali. Intanto, tra i residenti cresce la preoccupazione per l'impatto sul territorio: traffico, inquinamento e pressione su un'area già congestionata da raffinerie e attività industriali.