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"Può sovvertire l'ordine globale": perché la Cina teme Musk

La Cina teme che Starship di Elon Musk possa alterare l’equilibrio strategico globale e la sovranità spaziale. L'allarme dei think tank di Pechino

"Può sovvertire l'ordine globale": perché la Cina teme Musk
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Elon Musk e il suo progetto Starship non sono soltanto una questione di esplorazione spaziale o innovazione tecnologica. Secondo alcuni think tank cinesi, infatti, potrebbero ridefinire l’equilibrio strategico globale. Starship, la navicella riutilizzabile sviluppata da SpaceX, è pensata per trasportare carichi e persone su scala senza precedenti, con la capacità teorica di spostare rapidamente truppe e attrezzature ovunque nel mondo. Questo concetto di “mobilità globale rapida” ridurrebbe drasticamente la dipendenza degli Stati Uniti da basi militari estere e flotte di portaerei, potenzialmente rendendo obsolete molte difese tradizionali, dai missili ai sistemi di allerta precoce. La prospettiva di un lancio suborbitale, che sfiora lo spazio vicino alla Terra, apre scenari in cui le restrizioni dello spazio aereo convenzionale diventano inefficaci, con implicazioni strategiche che il think tank di Pechino Anbound definisce sia una sfida che un’opportunità per la Cina.

Musk preoccupa la Cina

Come ha riportato il South China Morning Post, il rapporto di Anbound evidenzia che la traiettoria suborbitale di Starship permette di aggirare i tradizionali sistemi di difesa, creando quella che i ricercatori definiscono una “sovranità orbitale”. Secondo lo studio, in altre parole, chi controlla le finestre di lancio potrebbe avere un vantaggio decisivo in termini di tempistica strategica.

Allo stesso tempo, la Cina ha l’opportunità di proporre norme internazionali su gestione dei corridoi orbitali e traffico spaziale, trasformando uno spazio oggi privo di regolamentazione in un ambiente condiviso e regolato. L’obiettivo dichiarato è duplice: evitare il monopolio americano sull’orbita terrestre e al contempo acquisire influenza istituzionale nella definizione del futuro ordine internazionale.

Il rapporto del citato think tank pechinese sottolinea anche la capacità della Cina di sviluppare trasporti suborbitali punto-punto su larga scala e di sfruttare tecnologie chiave, come il riciclo del metano liquido, potenzialmente essenziale per alimentare sistemi come Starship. "La traiettoria di volo suborbitale (di Starship) attraversa il confine tra l'atmosfera e lo spazio vicino alla Terra, teoricamente libera dalle tradizionali restrizioni dello spazio aereo e difficile da intercettare o limitare efficacemente per i sistemi di difesa esistenti", ha aggiunto ancora Anbound.

Sfida indiretta agli Usa

L’attenzione cinese su Starship si inserisce in un contesto più ampio di rivalità tecnologica e militare nello spazio. SpaceX è vista non solo come un’azienda privata, ma come parte integrante del potenziale rafforzamento della capacità militare statunitense, integrando innovazione privata e strategia nazionale. La scorsa settimana, durante una visita a SpaceX, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha ribadito, non a caso, l’importanza di vincere la “competizione strategica per la supremazia tecnologica del XXI secolo”, sottolineando la centralità delle capacità spaziali.

Parallelamente, la Cina sta intensificando i propri sforzi, tra proposte regolatorie all’ONU e piani per lanci di massa di satelliti internet, oltre a una corsa con gli Stati Uniti per riportare astronauti sulla Luna dopo più di mezzo secolo.

La lezione per Pechino è chiara: l’era spaziale non è più solo un terreno di esplorazione scientifica, ma un campo di gioco strategico in cui la tecnologia privata americana, guidata da figure come Musk, può avere impatti diretti sulla sicurezza e sull’ordine globale.

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