Cronaca internazionale

"Sparito da due settimane": cosa è successo al ministro della Difesa cinese

Da due settimane il ministro della Difesa Li Shangfu non si fa vedere in pubblico. Le altre scomparse e rimozioni in Cina degli ultimi tempi

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In Cina tiene banco un nuovo caso che ha come protagonista un membro di spicco del governo guidato da Xi Jinping. Dopo l'inaspettata uscita di scena del ministro degli Esteri, Qin Gang, sostituito in circostanze ancora da chiarire, i riflettori sono puntati su un altro ministro: Li Shangfu. Da due settimane il ministro della Difesa non si fa vedere in pubblico, e per questo sono già partite innumerevoli speculazioni sul suo destino.

L'assenza del ministro Li

L'amministrazione di Xi è tornata al centro della cronaca internazionale per una stranissima vicenda. Li Shangfu, ministro della Difesa e personaggio particolarmente rilevante nello scacchiere cinese, è sparito dai radar da oltre dieci giorni. La sua ultima apparizione risale allo scorso 29 agosto, quando ha tenuto un discorso al China-Africa Peace and Security Forum di Pechino. Da quel momento in poi, di Li sembrerebbero essersi perse le tracce.

Li, entrato in carica il 12 marzo, era stato nominato membro della Commissione militare centrale a ottobre. Nel 2018, Li Shangfu è stato sanzionato per aver approvato l’acquisto da parte della Cina di sistemi missilistici antiaerei russi S-400 e 10 caccia Su-35 dal venditore di armi russo Rosoboronexport. In particolare, all’attuale ministro cinese è vietato utilizzare i servizi del sistema finanziario americano e visitare gli Stati Uniti. La Cina aveva chiesto la revoca delle sanzioni e si era rifiutata di tenere incontri bilaterali tra i capi della difesa dei due Paesi.

Scomparse e rimozioni

Il signor Li potrebbe essere il secondo funzionario d'alto profilo in pochi mesi ad essere stato estromesso inaspettatamente dalla vita politica cinese, dopo il citato Qin Gang. Proprio il recente precedente di Qin, assieme al licenziamento dei comandanti del reparto missilistico Li Yuchao e Liu Guangbin, sta alimentando il dibattito tra gli osservatori internazionali, concordi nel ritenere i processi decisionali in Cina sempre più fumosi e imprevedibili

Con l'inizio del terzo mandato del presidente Xi Jinping, c'è stata una serie di cambiamenti di personale a sorpresa, tra cui la suddetta sostituzione del ministro degli Esteri Qin Gang e il licenziamento di un alto funzionario della Forza missilistica dell'Esercito Popolare di Liberazione.

Li Yuchao, comandante della Forza missilistica dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese, il vice comandante, Liu Guangbin, e l’ex subordinato, Zhang Zhenzhong, sono finiti sotto il torchio degli investigatori dell’organo anti corruzione della Commissione militare centrale (Cmc). A Wu Guohua, ex vice comandante dello stesso ramo dell’esercito, è invece andata peggio, visto che è morto a Pechino lo scorso 4 luglio, ufficialmente per malattia.

Ipotesi corruzione

Tornando a Li Shangfu, un funzionario del governo statunitense, citato dall'Asian Nikkei Review, ha dichiarato che è probabile che l'assenza del ministro possa essere legata alla corruzione. "Il problema che l'esercito cinese ha avuto per molti anni è troppo grande per essere risolto da Xi, e potrebbe influenzare ciò che Xi vuole ottenere", ha detto il funzionario.

In un commento su X, intanto, Rahm Emanuel, ambasciatore di Washington in Giappone, ha così commentato l'accaduto: "La formazione del gabinetto del presidente Xi assomiglia ora al romanzo di Agatha Christie And Then There Were None.

Prima scompare il ministro degli Esteri Qin Gang, poi scompaiono i comandanti della forza missilistica e ora il ministro della Difesa Li Shangfu non si vede in pubblico da due settimane. Chi vincerà questa corsa alla disoccupazione? I giovani cinesi o il governo di Xi?".

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