Striscioni e bandiere: si scalda la piazza pro Trump

Prime proteste in Florida dei sostenitori di Donald Trump alla notizia dell'incriminazione del tycoon. Una decina di persone ha esposto bandiere inneggianti a Trump lungo la strada che porta a Mar-a-Lago

Striscioni e bandiere: si scalda la piazza pro Trump
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Negli Stati Uniti si segnalano le prime proteste dei sostenitori di Donald Trump contro la notizia dell'incriminazione del tycoon. Nella notte, in Florida, una decine di persone, per lo più residenti della zona, ha esposto bandiere inneggianti a Trump lungo la strada che porta a Mar-a-Lago, il resort a Palm Beach, fuori Miami, dove vive l'ex presidente.

Le proteste contro l'incriminazione di Trump

Il Washington Post ha coperto la notizia intervistando alcuni dei dimostranti. "In famiglia siamo tutti trumpiani. Quando mia figlia mi ha dato la notizia, ho pensato wow, questa è solo una cosa politica per fermare Trump perchè si candida a presidente degli Stati Uniti, ma alla fine questa cosa lo farà vincere", ha dichiarato l'ottantenne Nancy Sparks.

"Mi sento male per Trump per quello che sta passando. Lui ama l'America, quella è una cosa per cui essere incriminati?", ha commentato Mary Kelley, un'altra pensionata contrariata per la decisione delle autorità giudiziarie.

I resoconti dei media locali hanno raccontato di sostenitori muniti di striscioni, bandiere della campagna Trump 2024 e bandiere americane intente a radunarsi su un ponte vicino a Mar-A-Lago.

Anche alcune persone che hanno attraversato l'area hanno espresso sostegno al magnate suonando il clacson e gridando dalle loro auto. Gli agenti di polizia di Palm Beach erano sul posto, anche se la situazione è rimasta tranquilla.

La reazione dell'ex presidente Usa

Dal canto suo, Donald Trump ha cenato nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, con la moglie Melania e i suoceri, dopo la notizia della sua incriminazione a Manhattan. Il tycoon era scuro in volto ma, secondo fonti informate, ha voluto ostentare calma e sicurezza, con al fianco l'ex first lady sorridente fasciata in un abito rosso, come si vede da alcune foto pubblicate sui media Usa. Joe Tacopina, uno dei legali del tycoon, ha dichiarato che Trump inizialmente è rimasto davvero "scioccato" dall'incriminazione per il caso della pornostar.

Nel frattempo la rappresentante Marjorie Taylor Greene, fedele alleata di The Donald, ha annunciato su Twitter che intende essere a New York il prossimo martedì per protestare durante l'atteso processo di Trump. "Martedì vado a New York. DOBBIAMO protestare contro l'incostituzionale CACCIA ALLE STREGHE!", ha scritto Greene.

Mantenere la calma

Nei giorni scorsi, il presidente della Camera Kevin McCarthy, era stato emblematico. "Non credo che la gente dovrebbe protestare contro questo, no. Vogliamo calma là fuori", ha detto il 19 marzo in un ritiro repubblicano a Orlando.

Certo è che, mentre i sostenitori di Trump protestano per quanto accaduto, i suoi oppositori festeggiano l'incriminazione dell'ex presidente. "Arrestatelo e buttate le chiavi", si legge in uno dei cartelli agitati davanti alla procura di New York da un piccolo gruppo di dimostranti anti-Trump.

"Trump dice bugie tutto il tempo", si legge su un altro striscione.

Al momento comunque la presenza dei media e quella delle forze dell'ordine supera quella dei manifestanti. L'allerta nella Grande Mela è alta per l'arrivo di Trump che, secondo indiscrezioni, dovrebbe consegnarsi alla polizia martedì.

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