I Seattle Seahawks hanno vinto il sessantesimo Super Bowl, la finale della National Football League, contro i New England Patriots giocata ieri notte a Santa Clara in California, ma la vera e forse più aspra battaglia, tutta mediatica cominciata sugli schermi tv immediatamente esplosa sui social media e in rete, si è consumata tra Bad Bunny e Donald Trump. L’artista latino-americano si è esibito durante l’intervallo, che cade sempre alla fine del secondo quarto ed è uno dei momenti di maggior interesse per il pubblico, e il presidente Trump ha pubblicato mezz’ora dopo sull’account Truth un lungo post in cui ha criticato duramente la performance definendola “un affronto alla grandezza dell'America, non ha senso e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza”.
Un post che ha incassato al momento 31 mila like e 9,3 mila commenti. Ma, le interazioni raccolte da Trump sono solo una minima parte di quelle innescate dal post e dall’esibizione che si sono generate sulle diverse piattaforme. L’irritazione del presidente è stata provocata da almeno due episodi che hanno segnato lo show di Benito Antonio Martínez Ocasio, il rapper e cantautore, di origini portoricane, che sono apparse come una contestazione plateale alle politiche MAGA portata avanti dalla Casa Bianca. Durante la prima parte dell’esibizione, infatti, Bad Bunny stringeva nella mano destra un pallone da football con la scritta Togheter We are America, - Insieme, noi siamo America – un messaggio in netta polemica con le azioni di contrasto all’immigrazione irregolare e clandestina che hanno animato nell’ultimo anno il dibattito interno, in particolare con le proteste e gli scontri tra l’ICE e i cittadini di Minneapolis.
Patriots WR Mack Hollins arrives at the #SuperBowl in handcuffs and barefoot.
— Pop Base (@PopBase) February 8, 2026
pic.twitter.com/x1VBS5k4MS
Inoltre, nella parte finale della sua esibizione al Levi’s Stadium di Santa Clara, è comparso alle spalle di Bad Bunny, dove c’erano già una serie di bandiere nazionali in rappresentanza dei diversi paesi che nei secoli hanno dato vita al melting pot americano, uno striscione con la scritta The only thing more powerful than hate is love, l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore. I messaggi e l’esibizione nel suo complesso, anche per le polemiche della vigilia, sono diventati agli occhi di Trump una evidente contestazione alla sua amministrazione, del resto, c’è un ulteriore episodio che ha segnato il Super Bowl, questo sì dotato di una fortissima carica politica, messo in piede Mack Hollis, ricevitore della squadra dei New England Patriots, che si è presentato allo stadio ammanettato e con le catene ai piedi.
Al termine dell'esibizione sui social si è palesato anche un nuovo giallo proprio sul profilo Instagram di Bad Bunny. La pagina è stata infatti svuotata di tutti i suoi contenuti e senza foto, quasi oscurata. Non è chiaro se in polemica con Trump.