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"A vostro rischio e pericolo". Minacce alla giornalista Rai a Crans-Montana

Silvia Squizzato voleva intervistare il sindaco ma le è stato impedito e alcuni funzionari hanno "consigliato" alla giornalista del Tg2 di non avvicinarsi a lui

"A vostro rischio e pericolo". Minacce alla giornalista Rai a Crans-Montana
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Il clima a Crans-Montana è teso da ormai due settimane, quando nel locale Le Constellation si è sviluppata la strage che ha portato alla morte di 40 giovani e al grave ferimento di oltre 100 di loro. Più di 150 giovanissimi vittime di una trappola mortale per la quale ora si chiedono responsabilità e colpevoli, affinché non ci siano impuniti per una carneficina che poteva essere evitata se si fossero fatti gli opportuni controlli e se si fosse effettuata la vigilanza di competenza. Uno dei due coniugi che gestiscono il locale, ora sotto sequestro, è in carcere ma l'indagine è in corso di accertamento per stabilire quali siano stati gli attori che hanno concorso al dramma: oltre ai due coniugi corsi, formalmente indagati, per il momento non ci sono altri iscritti nei registri della procura ma i fari sono puntati fin dall'inizio anche sul Comune di Crans-Montana. I vertici dell'amministrazione hanno ammesso la mancanza di controlli nella struttura da 5 anni, un tempo enorme, e questo può aver inciso su quanto accaduto.

Nel frattempo i giornalisti fanno la loro parte, cercano, indagano, fanno emergere al pubblico verità che altrimenti non sarebbero note. I cronisti e gli inviati italiani sono tra i più attivi nella cittadina svizzera nel cercare informazioni e questo sembra dare fastidio a chi gravita nella sfera di interesse dell'indagine. Lo ha dimostrato anche la parte istituzionale della città, come viene riferito dal sindacato Unirai-Figec, impedendo alla giornalista del Tg2 Silvia Squizzato di svolgere il suo lavoro mentre cercava di ottenere un'intervista dal sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. Le forze di polizia locali hanno fatto in modo che l'inviata della Rai non riuscisse ad avvicinarsi al sindaco a causa di un muro interposto tra il primo cittadino e il resto del mondo. Non meno determinato è stato l'intervento di alcuni funzionari di Crans, che hanno energicamente "consigliato" alla giornalista di non avvicinarsi al sindaco, nemmeno se lo avesse incontrato per la strada. "Se vi avvicinate a lui, sarà a vostro rischio e pericolo", hanno dichiarato. Parole che lasciano poco spazio all'interpretazione, che sono state stigmatizzate con forza dal sindacato.

"Suonano come minacce al libero esercizio della professione e alla libertà di stampa. Si rispetti la libertà di informazione, presidio indispensabile per aiutare a fare piena luce sulle responsabilità del tragico rogo di Capodanno. Alla collega Squizzato la solidarietà del sindacato Unirai-Figec", ha dichiarato il sindacato. Non è la prima volta che i cronisti, soprattutto quelli italiani, sono oggetto di intimidazioni e aggressioni a Crans-Montana.

Nei giorni scorsi alcuni inviati della Rai sono stati cacciati in malo modo da persone presumibilmente vicine ai coniugi Moretti: in un caso sono stati bagnati con una pompa dell'acqua e in un altro sono stati intimiditi e accerchiati a bordo dell'auto. Lo stesso ambasciatore italiano si è impegnato a chiedere per i cronisti italiani un maggior rispetto e la sicurezza che possano svolgere adeguatamente il proprio lavoro sul posto.

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