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Giù la maschera

Welcome Colombo

È vero. Un Columbus Day non vale, sul piatto della bilancia commerciale, un dazio del 107% sulla pasta italiana. Ma resta una buona notizia se si pensa che la deriva della cancel culture cominciò abbattendo le statue di Colombo

Welcome Colombo

Capiamo bene che, mentre si celebra lo straordinario successo della missione di quaranta barchette che attraversando il Mediterraneo hanno risolto la guerra a Gaza, parlare di un controverso navigatore genovese, per giunta forse ebreo, che mezzo millennio fa solcò l'Atlantico per scoprire l'America, non è molto corretto. Ma a noi le figure controverse sono sempre piaciute. Come ci spiegava un nostro straordinario professore all'università, la Storia - piaccia o no - la fanno gli spregiudicati; mai i buoni.

E insomma, al netto della vicinanza che abbiamo sempre manifestato per i nativi americani (noi eravamo tra i pochi a stare con gli indiani quando giocavamo ai soldatini), ci ha fatto piacere sapere che Donald Trump abbia ripristinato la festa di Cristoforo Colombo, il celebre Columbus Day, il 13 ottobre; festività mai davvero soppressa ma che si era smesso di celebrare. Comunque. Italoamericani felici, Meloni riconoscente, i «dem» - che invece preferiscono la Giornata dei Popoli indigeni - un po' meno.

È vero. Un Columbus Day non vale, sul piatto della bilancia commerciale, un dazio del 107% sulla pasta italiana. Ma resta una buona notizia se si

pensa che la deriva della cancel culture cominciò abbattendo le statue di Colombo. Ripristinarne la memoria è un modo per dare il primo colpo di piccone (è una metafora, ndr) al monumento Woke. Bene così.

Ci spiace solo per la sinistra, per la quale avevano ragione Benigni e Troisi: Colombo non doveva neanche partire. Vabbè. Non le resta che piangere.

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