Abusi sulle pazienti della Rsa, ora il colpevole chiede aiuto

Le indagini mirano a far luce sulle violenze e i maltrattamenti a cui gli anziani ospiti della struttura erano sottoposti quotidianamente almeno dal 2019

Abusi sulle pazienti della Rsa, ora il colpevole chiede aiuto

Approfittava del suo ruolo per molestare e abusare sessualmente le ospiti di una Rsa di San Donà (Venezia): ora il responsabile Davide Barresi, operatore socio sanitario originario di Torino, chiede di essere sottoposto a perizia psichiatrica per poter ricevere delle cure.

Sono 13 gli eventi di violenza sessuale

Il 54enne venne arrestato lo scorso novembre dai carabinieri, che stavano conducendo delle specifiche indagini sui presunti maltrattamenti a cui erano sottoposti i pazienti di "Monumento ai caduti", residenza per anziani del veneziano. Le immagini riprese da alcune videocamere installate dai militari avevano documentato numerosi episodi di violenza sessuale compiuti da Barresi su sette ospiti della struttura: in tutto 13 eventi, che si sono svolti tra il 16 novembre e il 25 novembre dello scorso anno, giorno, quest'ultimo, in cui scattarono le manette ai polsi dell'uomo.

I precedenti e l'assoluzione in appello

Approfittando del fatto che le anziane dormissero, o nei momenti in cui si prendeva cura di loro e le cambiava, l'Oss attuava le sue violenze, masturbandosi o portando a termine l'atto sessuale. E lo faceva "abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica delle pazienti ospiti della casa di riposo", si legge nel documento con cui il sostituto procuratore Andrea Petroni ha chiesto la detenzione in carcere per il 54enne. Non si tratta, peraltro, delle prime accuse del genere rivolte nei suoi confronti: lo stesso Barresi fu infatti coinvolto in una torbida inchiesta su presunti abusi sessuali compiuti nei confronti di alcune ospiti dell'ospedale psichiatrico di Agordo (Belluno): dopo la condanna in primo grado di giudizio, tuttavia, l'imputato venne assolto in appello.

Il processo

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'operatore si avvalse della facoltà di non rispondere, ma la richiesta di perizia psichiatrica inoltrata dai suoi legali fu allora respinta. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, gli avvocati Giorgio e Luca Pietramala si apprestano a depositare sul tavolo del gup la richiesta di incidente probatorio per il loro assistito, ora detenuto dietro le sbarre del carcere di Venezia.

Nonostante Barresi si sia dichiarato estraneo ai maltrattamenti perpetrati agli ospiti della Rsa, anche lui è coinvolto nella più ampia indagine che mira a far luce sulla morte di una donna come conseguenza di tali violenze. Per questo motivo il pm Petroni ha chiesto di riesumare il corpo della vittima, alla ricerca di segni che possano collegare suddetti maltrattamenti col decesso dell'anziana grazie all'esecuzione degli esami autoptici.

Altri fermi

Oltre Barresi risultano indagati altri operatori arrestati martedì scorso: Fabio Danieli e la compagna Maria Grazia Badalamenti sono finiti in carcere, mentre Anna Pollazzon e Margie Rosiglioni ai domiciliari. Altri quattro Oss, per i quali non è stato concesso il fermo, risultano tra gli indagati. Fabio Danielli ha dichiarato di essere"sorpreso di quello che è capitato" e "incredulo"."Non mi riconoscono nelle accuse che mi rivolge la Procura, io non sono quel tipo di persona", è invece il commento di Margie Rosiglioni, espresso tramite il proprio legale.

L'inizio delle indagini

Le indagini mirano a far luce su quanto accaduto all'interno della Rsa negli ultimi 4 anni, cioè dal 2019, anche se le prove raccolte col le videocamere documentano gli episodi avvenuti tra gli ultimi mesi del 2022 e i primi del 2023. L'allarme fu lanciato per la prima volta nel 2019 dalla figlia di una paziente della struttura, che notò delle ferite sul corpo dell'anziana oltre che un suo repentino dimagrimanto. Nel 2022 si decise di procedere con l'installazione delle telecamere, che provarono i maltrattamenti perpetrati ai danni degli ospiti della Rsa.

Lasciati spesso senza cibo e colpiti sulla testa, gli anziani subivano le violenze gratuite dei propri aguzzini, che li lanciavano sui lettini o sulle carrozzine e li vessavano in ogni modo: dai panni sporchi messi sul volto fino agli sputi in faccia per pulire la bocca, gli episodi sono numerosi e terribili. In una circostanza, la ribellione di un ospite ai maltrattamenti era costata una ritorsione per lui e per il compagno di stanza da parte di Danieli, che li aveva frustati con il laccio di un portachiavi.

Senza parlare delle offese e delle umiliazioni quotidiane: da "Fate schifo dalla nascita", a "Tu sei una bestia", si arrivava fino a

"Quando tu muori faccio una settimana intera di ubriacatura", "Devi soffocarti, ma non quando ci sono io", e "Guarda che con il primo pugno ti butto giù i due denti che ti sono rimasti".

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