Cronaca locale

Carne halal a scuola, ecco tutto quello che non torna

A Lodi il centrosinistra tenta di spegnere le polemiche, assicurando che la carne nelle mense scolastiche non è mai cambiata. Insorgono le opposizioni: ecco tutte le perplessità

Carne halal a scuola, ecco tutto quello che non torna
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Molte cose non tornano. E ora - è proprio il caso di dirlo - di carne al fuoco ce n'è parecchia. È ormai trascorsa una settimana da quando a Lodi è deflagrato il caso della carne halal servita nelle mense scolastiche a tutti i bambini, eppure l'amministrazione di centrosinistra non è stata ancora in grado di fornire risposte definitive sulla vicenda. Il Comune continua a ribadire che non sarebbe cambiato nulla rispetto al passato, perché le pietanze cucinate erano già conformi alle richieste della comunità islamica. La polemica, sostengono dunque i pompieri dem, sarebbe frutto di una strumentalizzazione. Ma sulla vicenda permangono ancora perplessità, agitate a livello politico dalle opposizioni.

Il "sondaggio" sulla dieta halal

Innanzitutto, perché il Comune aveva inviato alle famiglie un modulo con la richiesta di eventuale adesione a diete specifiche (come quella halal, appunto) se la carne servita agli alunni non è mai cambiata? Lo domanda con insistenza la capogruppo della Lega a Lodi, Eleonora Ferri. "Stiamo facendo le opportune verifiche perché troppe cose non tornano. Non è escluso che il nostro gruppo consigliare presenti un'interrogazione in aula all'assessore competente", ha tuonato l'esponente locale del Carroccio, mamma di una bambina che frequenta le elementari in città. "Le famiglie musulmane non c'entrano, hanno il diritto di mangiare le carni che la loro religione prevede. Ma anche i non musulmani hanno il diritto di sapere cosa viene servito a mensa e se c'è stato un cambiamento", ha aggiunto la consigliera leghista. Un pensiero, questo, condiviso anche da alcuni genitori e nonni arrabbiati che avevamo intercettato all'uscita di un istituto scolastico del centro.

Carne halal, "il capitolato non la prevede"

A voler andare fino in fondo sulla vicenda è anche la consigliera comunale Giusy Molinari, che conosce bene la materia oggetto di dibattito: fino al giugno scorso, infatti, era assessore all'Istruzione nella precedente giunta di centrodestra. Proprio per questo, non intende soprassedere. Il gruppo erogatore del servizo mensa aveva spiegato in una nota che "non sono state introdotte nel servizio nuove tipologie di carni rispetto a quanto previsto dal capitolato del Comune di Lodi". Ma l'ex amministratrice, ora all'opposizione, rammenta che il capitolato in questione non contemplava una specifica indicazione sulla carne halal. "Mi occupavo di questo. Ero in Commissione mensa e il capitolato l'ho visto, me lo ricordo: non prevede carne halal. Al di là di miei eventuali dubbi di memoria, poi, questo aspetto era stato ricordato anche dalla stampa locale e non è stato mai smentito dall'attuale giunta", ha spiegato la Molinari al Giornale.it

La tabella dietetica

Dunque, come si può sostenere che non sia cambiato nulla, almeno a livello di diciture? Sul punto, l'ex assessore è agguerrita: "Se la carne è la stessa di prima e semplicemente è arrivata una certificazione che attesta la sua conformità al metodo halal, perché la dietista del gruppo Pellegrini (fornitore del servizio, ndr), a fine novembre aveva mandato una mail nella quale si avvisava che sarebbe entrata in vigore la macro-categoria halal?". In effetti, era circolata una tabella dietetica "con carne halal" stilata per le scuole primarie di Lodi per l'autunno-inverno 2023. Nel menù si leggono pietanze come "arrosto di tacchino (halal) alla salvia" e "petto di pollo (halal) gratinato".

Le preoccupazioni di una maestra

Peraltro emergono dettagli anche sulle modalità con cui è scoppiata la polemica. Ad attirare l'attenzione della politica sarebbero state alcune famiglie con le loro segnalazioni. Ma non solo. Pare infatti che una maestra, durante il servizio mensa, si fosse preoccupata perché quel giorno il cibo per i bambini islamici non era stato consegnato in un contenitore apposito, come sempre accaduto. Recatasi dalle cuoche per ricevere rassicurazioni - a quanto ci viene riferito - la docente si sarebbe sentita rispondere che non doveva allarmarsi perché la carne servita agli alunni con dieta speciale andava bene anche per gli altri bambini. E viceversa. Ma questo pare che le famiglie non lo sapessero.

Il verbale della Commissione mensa

E poi - incalzano le opposizioni - se la carne era la stessa di sempre, non era più semplice dire ai musulmani che le pientanze servite erano già conformi ai loro legittimi principi? "Ho chiesto il verbale della Commissione mensa di fine novembre per andare a fondo. Mi è stato detto che in quell'occasione avrebbero riferito dell'introduzione della carne halal per i musulmani...", continua la signora Molinari, ribadendo di voler fare chiarezza: "Tu puoi anche scegliere di introdurre carne halal per tutti, ma devi comunicarmelo e io devo poter scegliere un'alternativa qualora, per vari motivi, ne avessi esigenza".

La certificazione del centro islamico

Le perplessità sollevate dal centrodestra riguardano anche le linee di produzione tra le quali scegliere. "Aia (società che rifornisce il gruppo Pellegrini, ndr) ha una linea di macellazione che si chiama pavo-halal. E allora mi chiedo: perché prevedono questa linea di nicchia se - come invece dice il Comune - tutta la carne era già conforme alle esigenze halal? Io non ho certezze. Ma qualcuno in questo momento lo stanno prendendo in giro. Che siamo noi o i musulmani, qualcosa non torna...", ha concluso l'ex assessore, evidenziando anche un altro aspetto controverso. L'esponente politica ci riferisce infatti che tra la documentazione prodotta sinora dal Comune c'è anche quella di un centro islamico che tuttavia "non è tra gli enti certificatori".

Chissà, forse si tratta solo di un grande fraintendimento, come sostengono voci informali dall'amministrazione comunale. Di un gran ballon d'essai, di un semplice errore sulle comunicazioni (ma a quel punto, non bastava ammetterlo e scusarsi?). Intanto, però, il temporeggiare della giunta continua ad alimentare i dubbi.

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