L'attacco della Lega: "Perché il Pd ha chiuso proprio il giardino Norma Cossetto?"

Il cancello del giardino di Firenze intitolato a Norma Cossetto, studentessa vittima delle foibe, è stato chiuso (provvisoriamente?) senza fornire motivazioni agli utenti. La Lega non ha risparmiato un attacco all'amministrazione Pd, visto che non si tratterebbe della prima chiusura

La targa del giardino Norma Cossetto a Firenze

Il giardino intitolato qualche anno fa a Norma Cossetto risulterebbe nuovamente inagibile senza alcun motivo apparente, dopo la precedente chiusura a seguito della presenza di alcuni cinghiali. Quali sono le ragioni alla base di questa nuova inagibilità? E perché l'amministrazione di centrosinistra non provvede a garantire il decoro di uno spazio verde fortemente simbolico, in quanto dedicato alla giovane studentessa vittima delle foibe?

Questo l'attacco rivolto dalla Lega al Pd a Firenze, che ha puntato il dito contro la scarsa attenzione che chi amministra il capoluogo della Toscana starebbe rivolgendo a quel parco (non scartando indirettamente l'opzione di una scelta di matrice ideologica). Tutto è iniziato martedì, quando alcuni cittadini della frazione di Sorgane si sarebbero accorti dell'impossibilità di accedere al giardino, visto che il cancello appariva chiuso con il lucchetto. E a quanto sembra, non c'era alcun cartello che ne motivasse la chiusura.

Non si tratterebbe nemmeno di un inedito assoluto: poco tempo fa nel quartiere vennero avvistati quattro cinghiali, che indussero il Comune a proibire momentaneamente l'ingresso al giardino a scopo precauzionale. Ulteriori indizi, secondo il Carroccio, della poca considerazione e dell'incuria che la sinistra avrebbe mostrato per quel piccolo parco: "colpa" del nome che porta? Tanto più che ad avvalorare questa tesi ci sarebbe quanto avvenuto stamani a Siena: anche nella città del Palio (amministrata dal centrodestra) era stato provvisoriamente chiuso il parco Norma Cossetto, in quanto esigeva operazioni di potatura e sostituzione delle alberature. In quel caso però, la giunta De Mossi aveva promesso lo stanziamento di 30mila euro da utilizzare per i lavori. E così è stato: stamattina l'assessore al verde Silvia Buzzichelli ne ha annunciato la riapertura. Segno di quanto l'operazione apparisse prioritaria per l'amministrazione senese, ma forse non così prioritaria per quella fiorentina.

Ragion per cui Federico Bussolin, Federico Bonriposi e Barbara Nannucci, esponenti della Lega a Firenze, non hanno risparmiato una dura critica ai "dem". "Un caso che preoccupa alquanto e rende la zona invivibile per i residenti, senza più un'area verde a disposizione anche per i loro amici a quattro zampe.

Il tutto nel totale silenzio sia della presidente del Quartiere 3, Serena Perini, che dell'assessore all'ambiente Giorgio, che non hanno ad oggi attuato nessuna soluzione per rimediare al disagio - il commento dei tre, espresso in un comunicato - cosa dobbiamo sperare quindi, che i cinghiali si allontanino da soli? O che qualche cittadino esasperato rompa il lucchetto? Oltretutto è stato anche rinnovato a gennaio scorso il servizio di apertura e di chiusura con una apposita azienda vigilanza privata. Con quale logica, se i giardini vengono tenuti in questo modo?”

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