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Marito aggredisce la moglie con ferocia durante una lite: donna in fin di vita a Catania

Un 53enne arrestato nella notte a Misterbianco per tentato femminicidio. L'ennesima esplosione di violenza domestica in Sicilia, regione tra le più colpite dal fenomeno a livello nazionale

Marito aggredisce la moglie con ferocia durante una lite: donna in fin di vita a Catania
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Nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 maggio, la tranquillità della frazione di Belsito, nel Comune di Misterbianco alle porte di Catania, è stata squarciata da un nuovo episodio di brutale violenza domestica. Un uomo di 53 anni ha aggredito la moglie di 49 anni al culmine di una lite, riducendola in condizioni gravissime. I soccorritori del 118, giunti sul posto in pochi minuti, hanno trasportato la donna in codice rosso all'ospedale Garibaldi Centro del capoluogo etneo, dove è ricoverata con prognosi riservata. La sua vita è ancora in pericolo.

Bloccato dai carabinieri, arrestato per tentato femminicidio

L'aggressore non ha avuto il tempo di fuggire. I militari della tenenza di Misterbianco e del nucleo radiomobile dei carabinieri sono intervenuti rapidamente, bloccando il 53enne e traendolo in arresto con l'accusa di tentato femminicidio. L'uomo si trova ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Le indagini sono in corso per ricostruire con esattezza la dinamica dell'aggressione e verificare se vi siano stati precedenti episodi di violenza nell'ambito della coppia, elemento che, come confermano le statistiche nazionali, caratterizza la stragrande maggioranza di questi casi.

Un fenomeno che non si ferma: la Sicilia nella morsa della violenza di genere

Quello di Misterbianco non è purtroppo un episodio isolato nel contesto siciliano e nazionale. Appena due mesi fa, agli inizi di aprile, un analogo caso aveva scosso la città di Catania: un 56enne era stato arrestato dopo aver accoltellato la moglie nel quartiere Picanello, con la donna rimasta in gravi condizioni dopo un intervento chirurgico. L'uomo, appena uscito dal carcere dove aveva scontato una pena per reati contro il patrimonio, aveva ferito gravemente la moglie 51enne che aveva manifestato l'intenzione di separarsi.

La Sicilia è stabilmente tra le regioni più colpite in Italia. Solo dall'inizio del 2025 le Procure dell'isola hanno attivato il cosiddetto "codice rosso" in ben millequattrocento interventi, a fronte di sette femminicidi consumati in poco più di un anno nei quattro distretti delle Corti.

Il quadro nazionale: un'emergenza senza tregua

I dati che emergono dalle principali fonti di monitoraggio delineano un quadro preoccupante su scala nazionale. Secondo l'Osservatorio di “Non Una Di Meno”, nel 2026 si registra almeno un caso in 12 regioni, 23 province e 25 città in tutta Italia, con i due terzi dei casi concentrati in Piemonte, Sicilia, Emilia-Romagna e Puglia. Sono almeno 39 i tentati femminicidi documentati finora dalle cronache dei media nazionali e locali, e tra le persone uccise la vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 86.

In tutti i casi registrati, l'assassino era conosciuto dalla vittima: si tratta nella quasi totalità delle situazioni di mariti, ex mariti, compagni o familiari stretti. Un dato che ribadisce come la casa, e non la strada, rimanga il luogo più pericoloso per le donne.

Il dato strutturale: la violenza raramente nasce all'improvviso

Gli esperti ricordano da anni che le aggressioni non piombano dal nulla. Oltre il 70% dei femminicidi o tentati femminicidi è preceduto da episodi di maltrattamento o persecuzione già denunciati o comunque emersi nel rapporto tra vittima e aggressore. La violenza, dunque, raramente nasce all'improvviso: quasi sempre è l'ultimo atto di una storia già segnata.

Sul fronte delle vittime che cercano aiuto, secondo i dati Istat pubblicati il 10 marzo 2026, tra le donne che nel 2024 hanno avviato un percorso di uscita dalla violenza nei Centri antiviolenza, circa il 45,5% dichiara di non essere economicamente autonoma; una condizione che rende ancora più difficile rompere il legame con il partner violento.

Nel 2024 si sono registrati 327 omicidi in Italia, di cui 116 vittime donne.

A chi si può chiedere aiuto

In Italia è attivo il numero antiviolenza 1522, gratuito e disponibile 24 ore su 24, che offre supporto e orientamento a tutte le donne che si trovano in situazioni di pericolo o violenza.

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