"Mai stato a Monza", ma riceve 2 multe: cosa c'è dietro la stangata 1000 euro

L'incredibile storia di un 33enne torinese. L'uomo non è mai stato a Monza, ma gli sono state recapitate due multe. Adesso dovrà pagare perché non aveva controllato la pec

"Mai stato a Monza", ma riceve 2 multe: cosa c'è dietro la stangata 1000 euro
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Una storia incredibile quella raccontata al Corriere dal 33enne torinese Marco Belladonna: l'uomo, mai stato a Monza, si è visto recapitare ben due sanzioni, e deve sborsare più di 1000 euro.

Cosa non torna nelle sanzioni

Il caso del 33enne è davvero particolare, oltre che preoccupante. A tanti capita di ricevere dei solleciti per delle multe non pagate. La cifra in questi casi aumenta, cosa che non accadrebbe se le sanzioni venissero pagate al momento giusto. C'è però un problema da tenere presente: un tempo si ricevevano le classiche raccomandate in cui si veniva informati della multa. Ora che ci troviamo in un'epoca in cui tutto avviene in modo informatico, molte di queste sanzioni sono inviare via pec. Pec che, però, non tutti hanno. O non tutti controllano assiduamente. Purtroppo la sanzione è effettiva anche se la mail non viene visualizzata.

Questo è il caso di Marco Belladonna. Alcuni giorni fa il 33enne ha trovato una mail certificata in cui veniva sollecitato a pagare una multa mai liquidata. Trattandosi di un'infrazione avvenuta da tempo, la cifra era considerevole. Ben 1.107 euro. "La prima sanzione è del 3 aprile 2022 per essere passato col rosso. Se avessi pagato subito sarebbero bastati 116 euro. Non avendo visto la pec, non ho nemmeno segnalato chi fosse alla guida, così mi è stata fatta una seconda multa da 203 euro", spiega il giovane a Il Corriere. Col passare del tempo, ovviamente, l'importo è aumentato. Si parla di 704,10 per la prima infrazione, e 403 euro per la seconda.

Lo scambio delle targhe

Ma non finisce qui. Come se ciò non bastasse, infatti, Belladonna afferma di non essere mai stato a Monza. "La multa mi è stata fatta a Monza, dove io non sono mai stato", asserisce. "Così sono entrato nel sito e ho potuto verificare le foto dell'infrazione. La mia auto è una Skoda Fabia, quella in questione è un Bmw. Ho zoomato l'immagine e ho capito: le nostre targhe sono identiche, tranne per una cifra. E chi ha trattato la pratica ha fatto un errore". Insomma, il 33enne non ha neppure commesso l’infrazione che gli è stata contestata.

Naturalmente il 33enne ha provato a fare ricorso, ed è stato a quel punto che è arrivata la seconda brutta notizia: erano ormai scaduti i termini per agire. Disperato, Belladonna ha quindi chiesto aiuto a un avvocato, il quale gli ha però consigliato di desistere. "Ad oggi posso contestare i vizi di forma della cartella esattoriale, ma non l'errore nella targa. Una fregatura", spiega il giovane.

In poche parole, il gioco non varrebbe la candela. Per potersi difendere, Marco Belladonna dovrebbe sborsare 125 euro per la pratica e la marca da bollo, poi recarsi personalmente a Monza per essere ascoltato.

In caso di perdita del ricorso, sarebbe poi tenuto a pagare una maggiorazione. Alla fine, il giovane ha deciso di pagare le sanzioni, pur non essendo lui il responsabile. Una vera e propria ingiustizia.

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