Cronaca locale

Presi i "ladri nella legge": così gli stranieri ripulivano gli appartamenti

Si tratta di georgiani che seguono le leggi della criminalità russa. Almeno undici i furti commessi nella Capitale, dove usavano sempre la stessa tecnica per aprire le porte

Presi i "ladri nella legge": così gli stranieri ripulivano gli appartamenti
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Al termine di una indagine durata 8 mesi, i carabinieri di Roma hanno arrestato 10 persone, tutte di nazionalità georgiana, di cui 8 destinatarie di custodia cautelare in carcere e 2 sottoposte al divieto di dimora nel comune di Roma con obbligo di firma. Gli stranieri, che fanno parte dei "ladri nella legge", ovvero malviventi legati alla criminalità russa, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione commessi nella Capitale. Le indagini sono iniziate nel mese di febbraio dello scorso anno per poi terminare nel mese di settembre 2022. L'attività investigativa è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Roma e ha permesso ai carabinieri, attraverso attività tecniche, servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio, oltre ad arresti in flagranza di reato e denunce in stato di libertà, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati e anche di documentare l'esistenza di una associazione per delinquere composta da georgiani, provenienti principalmente dalla città di Kutaisi, finalizzata ai furti in abitazione.

Il modus operandi

Nel corso delle indagini i militari hanno raccolto elementi indiziari circa un modus operandi ben collaudato che veniva utilizzato dai membri del sodalizio per commettere le rapine, che solitamente erano precedute da un sopralluogo preliminare, ovvero "batterie" composte da almeno 2 o più persone, di cui una con funzione di ‘palo’ e le altre come esecutori materiali. Nei vari sopralluoghi effettuati negli appartamenti delle vittime, i carabinieri hanno riscontrato sempre la stessa tecnica usata per aprire le porte, con serratura a cilindro europeo, dove gli indagati riuscivano a non lasciare quasi mai segni di effrazione grazie all'utilizzo di chiavi alterate, oppure utilizzando calamite o strumenti di effrazione. La refurtiva e i contanti erano, nella maggior parte dei casi, usati per l'acquisto di sostanze stupefacenti o trasferiti nel Paese di origine degli indagati, i quali ricorrevano anche all'uso di documenti falsi.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato nove persone e sequestrato diversa refurtiva e attrezzatura per commettere i furti. Come riportato da RomaToday, le dieci persone arrestate sono “Vor v Zakone", ovvero "ladri nella legge". Si tratta di malviventi legati alla criminalità russa, figure specializzate, in particolare ladri, che soddisfano determinate caratteristiche della tradizione criminale russa. I "ladri nella legge" si formarono come una società di mutuo supporto all'interno dei campi di prigionia che adottò un sistema di responsabilità collettiva e il giuramento su un codice di "completa sottomissione alle leggi della vita criminale, compreso l'obbligo di sostenere l'ideale criminale, il rifiuto del lavoro e delle attività politiche". I gruppi organizzarono inoltre i loro tribunali attorno ad un codice di onore ladresco e di tradizione. L'accettazione nel gruppo era spesso segnalata da grandi tatuaggi. Ecco i dieci comandamenti che deve seguire un ladro nella legge.

I 10 comandamenti che un ladro deve seguire

Per prima cosa non deve avere nessun impegno con la società, non deve condividerne gli interessi, partecipare alle relazioni sociali e all'attività delle istituzioni, né deve aiutarle in alcun modo. In questo modo il ladro diventa indipendente e può contare sull'assoluta fedeltà dell'ambiente criminale. Come secondo punto non può collaborare con il potere statale, indipendentemente dal regime politico. Per questo motivo il ladro non può collaborare con i servizi segreti, né quelli del suo paese, né stranieri. Se è costretto a farlo, perché magari rinchiuso in carcere, deve condurre sempre il doppio gioco tentando di trarne vantaggio. Questa regola è nota con il nome 'internazionalismo'. Come terzo punto un ladro nella legge non deve sporcarsi mai le mani per non compromettere la 'nobiltà' dell'idea. Fa tutto con le mani degli altri, è sempre circondato da un contingente di “esecutori” dell'ambiente criminale. Poi deve adattarsi facilmente alle circostanze, cambiare rapidamente la sua tattica a seconda delle necessità.

La loro legge

La quinta regola è quella della crudeltà e punizione dei traditori, in quanto la violazione o la rinuncia alla legge equivale al tradimento e la punizione può essere una sola: la morte, che viene decretata da un'assemblea di ladri ed eseguita dai sottoposti. I ladri nella legge sono onesti nei rapporti tra di loro e si danno sempre una mano. Secondo la “legge” sono tutti uguali. Devono dimostrare il loro eroismo in pubblico, devono essere coraggiosi, crudeli e sicuri di sé. Un ladro che invece ha paura e che la manifesta viene privato del suo potere. Un ladro nella legge è sempre in conflitto con l'ambiente che lo circonda e quindi deve essere molto informato. Come penultima regola da seguire c’è quella di provare disprezzo per i beni: non ha diritto di possedere beni ma può usufruire del patrimonio che appartiene al mondo criminale. In questo non ha altri limiti se non i suoi desideri. Infine, non si può diventare ladri nella legge senza aver fatto diversi anni di carcere. L'anzianità del detenuto è infatti obbligatoria.

I colpi commessi nella Capitale

Questo fenomeno è al momento diffuso soprattutto tra i georgiani.

Sarebbero almeno 11 i furti per i quali la banda è ritenuta essere responsabile nel periodo compreso tra febbraio 2022 e aprile dello stesso anno: in piazza Amba Alagi al quartiere Africano, via Franco Sacchetti a Talenti, due volte in via Migiurtinia, viale Jonio, via Filippo Luigi De Magistris al Pigneto, due volte fra il 25 ed il 31 marzo di due anni fa a Centocelle, in via Marco Decumio e infine in via dei Cluniacensi, a Casal Bruciato. Ci sarebbe inoltre un furto all’interno di un appartamento a Ciampino, in via Principessa Pignatelli.

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