Un professore di religione di 36 anni è stato arrestato a Padova con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di sette ragazzi e ragazze minorenni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il 2017 e il marzo del 2026, in contesti scolastici, parrocchiali e durante attività educative extrascolastiche. L’uomo, Francesco Saviane, ex docente all’Istituto Barbarigo di Padova, si trova ora agli arresti domiciliari in una canonica dell’hinterland padovano. In passato aveva anche svolto il ruolo di animatore in alcune parrocchie del territorio e collaborato con una realtà sportiva locale. Era stato inoltre seminarista, ma il percorso ecclesiastico si era interrotto per decisione della Diocesi di Padova.
La denuncia
L’inchiesta ha preso avvio a fine marzo dopo il racconto di uno dei presunti giovani coinvolti. Il ragazzo avrebbe confidato a un altro insegnante dello stesso istituto scolastico di aver subito attenzioni inappropriate da parte del docente. Un racconto dettagliato e carico di sofferenza che ha spinto il personale scolastico ad approfondire la vicenda e ad allertare gli investigatori. Da quel momento la Squadra Mobile di Padova ha iniziato a ricostruire il quadro. Attraverso il cellulare del giovane sarebbero emerse conversazioni con altri ragazzi che raccontavano esperienze simili e che si confrontavano tra loro sugli episodi subiti. Gli accertamenti avrebbero così portato alla luce una situazione molto più ampia rispetto a un singolo caso isolato.
Gli episodi contestati dal 2017 al 2026
Secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, uno dei primi episodi contestati risalirebbe al marzo 2017, quando una delle presunte vittime aveva appena 13 anni. L’episodio si sarebbe verificato nei locali di una parrocchia del Piovese. Sempre nel 2017, durante una gita al mare, il giovane avrebbe subito ulteriori attenzioni inappropriate. Aveva leccato il collo a un suo alunno minorenne e aveva strusciato su di lui i propri genitali. Gli investigatori contestano poi altri episodi avvenuti nel gennaio 2019, quando due ragazzine minorenni sarebbero state avvicinate dall’uomo con abbracci e contatti fisici fino a palpeggiamenti sui seni e sulle guance. In quello stesso periodo un altro studente avrebbe subito molestie analoghe. Altri fatti sarebbero avvenuti tra il 2022 e il 2026. L’ultimo episodio contestato risalirebbe allo scorso primo marzo, durante un viaggio nel Centro Italia, quando il professore si sarebbe introdotto nel letto di un minorenne affidato alla sua supervisione, costringendolo a subire palpeggiamenti.
“Aveva conquistato la fiducia delle famiglie”
Secondo gli investigatori, il 36enne avrebbe costruito nel tempo un rapporto di forte fiducia non soltanto con i ragazzi ma anche con le loro famiglie. Si sarebbe spesso proposto di accompagnare i giovani dopo attività scolastiche, sportive o parrocchiali, creando relazioni considerate dagli inquirenti incompatibili con il suo ruolo educativo. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Laura Alcaro parla di un quadro “grave” e sottolinea il rischio di reiterazione del reato, elemento che ha portato alla decisione di disporre gli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile su richiesta del sostituto procuratore Sergio Dini.
Le indagini proseguono
Gli inquirenti stanno continuando ad approfondire la
vicenda per verificare eventuali ulteriori episodi e raccogliere nuove testimonianze. Al momento le presunte vittime individuate sarebbero sette, tutti minorenni all’epoca dei fatti contestati.