Ieri mattina la Digos, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito altre 10 misure cautelari nei confronti di sei italiani e quattro stranieri regolari sul territorio nazionale. Si tratta di sette arresti domiciliari e tre obblighi di dimora con obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria. Tutti gli indagati sono maggiorenni e sono ritenuti responsabili, a vario titolo, degli scontri violenti avvenuti lo scorso 22 settembre in zona Stazione Centrale. L'indagine dell'ufficio politico della Questura di Milano, guidato dal neo dirigente Marino Graziano, è partita immediatamente, già nel pomeriggio di quel sabato. Al termine di un corteo pro-Palestina a sostegno della Global Sumud Flotilla, un gruppo di manifestanti ha cercato ripetutamente di forzare i cordoni delle forze dell'ordine con lo slogan «blocchiamo tutto». L'obiettivo era invadere il principale scalo ferroviario della città, uno dei più trafficati d'Italia.
I tentativi di sfondamento hanno provocato momenti di forte tensione, con lanci di oggetti, spintoni e scontri diretti che hanno causato danni a cose e lesioni a diversi agenti. Fin da subito gli investigatori hanno raccolto prove video, testimonianze e identificazioni parziali per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Già nella prima fase erano state deferite 27 persone per gravi reati «di piazza» commessi in concorso. Da quell'indagine erano scaturite 14 misure cautelari non detentive eseguite nel mese di marzo. Ma le verifiche non si sono fermate lì.
Proseguendo nell'attività investigativa, la Digos ha individuato altre 25 persone (di cui quattro sono minorenni) responsabili di condotte penalmente rilevanti nell'area esterna alla stazione. In particolare, i gravi danneggiamenti nella Galleria delle Carrozze, in piazza Duca d'Aosta e gli scontri proseguiti in via Vittor Pisani.
I reati contestati sono numerosi e di una certa gravità: resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento, lancio e utilizzo di oggetti atti a offendere, oltraggio, interruzione di pubblico servizio, ma soprattutto danneggiamento aggravato e distruzione di beni culturali.
Il gip Giulia D'Antoni, ha accolto pienamente la richiesta del pm Francesca Crupi. Nella sua ordinanza ha evidenziato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari di natura preventiva. Secondo la ricostruzione del giudice, i manifestanti hanno assaltato con violenza i reparti di Polizia, lanciando sanpietrini, transenne, cestini metallici, estintori, sedie, pali di impalcatura e persino idranti contro gli agenti di Digos e Polfer.
Gli scontri sono durati quasi due ore e hanno creato disagi enormi alla cittadinanza: 51 treni tra ritardi e soppressioni, chiusura della metropolitana M3 Centrale dalle 14.40 alle 15.40 e blocco del traffico in una delle zone più nevralgiche della città.
Particolarmente grave è apparso l'attacco sistematico ai portoni storici della Stazione. Le eleganti vetrate sono state frantumate a colpi di pietre, aste metalliche, montanti di impalcatura, sedie e arredi stradali. Una distruzione reiterata e concertata che ha provocato la totale devastazione di parti di questo importante monumento, come documentato da decine di fotogrammi e video.
Il giudice ha sottolineato la particolare ferocia delle azioni, l'uso di armi improprie e il concreto rischio di reiterazione di episodi analoghi.
Con questa nuova operazione salgono a 24 le misure cautelari complessive eseguite nell'ambito
della stessa inchiesta sugli scontri del 22 settembre 2025.Intanto proseguono le indagini della Digos per individuare eventuali ulteriori responsabili e ricostruire in modo ancora più completo la dinamica di quella giornata.