Cronaca locale

Scudi umani per salvare i cinghiali

Gli animalisti sono pronti a scendere in campo contro i cacciatori e i selezionatori che potranno uccidere gli ungulati anche in aree urbane e protette

Scudi umani per salvare i cinghiali

Gli animalisti sono pronti a scendere in campo contro i cacciatori e i selezionatori che potranno uccidere i cinghiali anche in aree urbane e aree protette. Intendono fare da "scudo umano" per proteggere gli ungulati e scongiurare il rischio "far west" dovuto ai programmi di abbattimento degli ungulati all'interno dei centri cittadini. Secondo quanto reso noto, saranno più di 40 le associazioni che domenica 22 gennaio aderiranno al "Presidio nazionale contro l'abbattimento della fauna selvatica" che si terrà al Pantheon di Roma, in programma dalle ore 14. Il presidio in questione nasce in seguito ai recenti episodi che hanno riguardato la caccia ai cinghiali degli ultimi giorni. Sono 11 gli ungulati abbattuti lo scorso 18 gennaio a Villa Pamphilj in base a quanbto stabilito dal Comune.

"Rischi anche per le persone"

Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani Onlus, ha spiegato all’Adnkronos: "Noi siamo pronti a fare da scudo tra i cacciatori e i cinghiali. Questo è solo l'inizio del far west in cui potrebbero finire per ferirsi anche delle persone. In teoria non si poteva iniziare la caccia subito dopo l'approvazione dell'emendamento, ma erano necessari dei corsi di aggiornamento per i cacciatori". Caporale ha poi sottolineato che "quello che è successo a Mentana una settimana fa, dove i cittadini hanno dato la caccia a un cinghiale con bastoni, cinte e vetri rotti è davvero vergognoso. Stiamo parlando di una liberalizzazione che ricorda molto l'America, ma questo è gravissimo perché l'Europa è diversa. L'anno scorso sono morte a causa dei cinghiali 15 persone, ma anche 22 a causa dei cacciatori. Dovremmo dare la caccia anche ai cacciatori? Perché di questo non si parla mai?".

Anche Gianluca Bisogno, presidente di ‘AnimaLiberAction', ha una posizione netta sull'argomento: "La situazione riguardo la caccia ai cinghiali è tragica, il problema c'è sempre stato ma si sta amplificando. Abbiamo dimostrato più volte che uccidere i cinghiali non è una soluzione. La Regione Lazio ha stanziato 250mila euro per sterminare esemplari sani e non pericolosi. Inoltre, in base ai dati di indagine Ispra, le uccisioni portano solo all'aumento delle riproduzioni. Tra il 2015 e il 2021 il numero di esemplari soppressi è cresciuto del 45%".

Dove saranno i presidi

Bisogno ha fatto sapere che la sua associazione sta organizzando dei presidi nelle zone più sensibili della città, come per esempio il Parco di Villa Pamphilj dove solo l'altro ieri è stato ucciso un cinghiale. L'appello che viene fatto ai politici è quello di non utilizzare la violenza, ricordando loro che sono anni che le associazioni animaliste stanno proponendo soluzioni alternative agli abbattimenti. "Se i cinghiali si avvicinano in città è perché spinti dai cacciatori e perché trovano cibo facile nei cassonetti dell'immondizia aperti.

Creare delle recinzioni adeguate ai parchi e chiudere i cassonetti è una prima soluzione non aggressiva per risolvere il problema. Inoltre con il nuovo emendamento chiunque possegga un fucile può sparare. Nelle Marche, a Fermo, un uomo ha ucciso per sbaglio il cane di una ragazza scambiandolo per un cinghiale", ha ricordato Bisogno.

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