Arrivata dalla Val Vibrata (Teramo) la notizia di una nuova aggressione ai danni di un docente. Il fatto si è verificato mercoledì scorso in una classe dell'Istituto d'Istruzione Superiore Statale G. Peano - C. Rosa di Nereto, subito dopo il suono della campanella.
Erano le 12.20, il professore aveva terminato la lezione, quando è scattata l'aggressione. A quanto pare in quella giornata il docente aveva in programma un'interrogazione. Conclusa la valutazione orale, si è alzato e ha fatto per raggiungere la porta, ma quattro studenti di 14 anni gli si sono parati davanti. "Questi ragazzi non mi consentivano di uscire", ha spiegato l'uomo, come riportato da Il Messaggero. "In parte stavo girato. Poi ho sentito una spinta più forte che mi ha fatto perdere l'equilibrio e sono finito frontalmente contro il muro dove ho sbattuto la testa".
Ancora ignote le ragioni del gesto. Il docente ha dichiarato di aver sempre avuto un buon rapporto con i suoi alunni. Può darsi che la ragione sia da ricercare in qualche brutto voto e all'ormai prossima conclusione dell'anno scolastico. "Qualcuno voleva recuperare delle gravi insufficienze. Io però avevo spiegato loro che a fine anno sarebbe stato difficile. E glielo avevo detto", ha riferito il professore.
In ogni caso, niente può giustificare l'accaduto.
Come se ciò non bastasse, oltre all'aggressione, a far male è anche il fatto che nessuno degli altri studenti sia intervenuto. Spintonato e frastornato dopo il colpo alla testa, il docente è riuscito a lasciare la classe. In suo soccorso è poi arrivata l'insegnante di sostegno.
Una vicenda molto triste e preoccupante. Nessuno degli studenti si è ancora scusato per quanto fatto, né lo hanno fatto i genitori. Soltanto la scuola si è fatta sentire, manifestando piena solidarietà al professore.
Quest'ultimo ha deciso di denunciare. Ha denunciato i suoi aggressori affinché sia da esempio. In ospedale gli sono stati riconosciuti 8 giorni di prognosi: a causa dell'aggressione ha riportato delle lesioni alle cartilagini del naso.
A seguito della denuncia sono scattate le indagini. Il fascicolo è in mano alla procura per il tribunale dei minori. Dal canto suo, la scuola ha preso provvedimenti disciplinari nei confronti degli alunni coinvolti.
"Ormai molte famiglie hanno perso autorevolezza e capacità di educare. La scuola è messa in mezzo. Le classi sono numerose. Si lascia correre tutto e negli studenti passa il messaggio che possano fare ciò che vogliono", ha dichiarato il professore. "È per questo che ho deciso di denunciare. Violare le norme comporta delle conseguenze".
Sulla vicenda è intervenuta anche Gabriella Recchiuti, consigliere delegato alla scuola per la Provincia di Teramo. "Occorre interrogarsi sul clima educativo e relazionale che attraversa una parte del mondo giovanile; sul ruolo che possiamo svolgere noi istituzioni, su come possiamo supportare scuola, docenti e studenti per affrontare quello che non pare un fenomeno passeggero. Da genitore mi interrogo su cosa stiamo sbagliando", ha affermato, come riportato dalle agenzie di stampa. "Tutti i dati nazionali, oltre ai fatti di cronaca, segnalano una crescente esposizione degli adolescenti a forme di aggressività, linguaggio violento e comportamenti conflittuali. Il rapporto 'Dis(armati) di Save the Children' e quello dell'Osservatorio Indifesa disegnano un quadro allarmante: una quota significativa di ragazzi dichiara di utilizzare o subire modalità comunicative aggressive, bullismo e cyberbullismo. Spetta a noi adulti, in famiglia e nella gestione delle istituzioni pubbliche, affrontare con decisione e tanto impegno questa nuova scomoda realtà.
Noi stiamo gestendo il progetto 'Ti Ri-Conosco, alle radici della violenza'; i problemi non possono essere affrontati con iniziative episodiche: sostegno ai docenti, coinvolgimento delle famiglie, introduzione di servizi stabili di supporto psicologico nelle scuole, dalle medie alle superiori, devono entrare a pieno diritto nella quotidianità della formazione. Sarà mia premura incontrare la dirigente scolastica e, se lo vorranno, il Consiglio d'Istituto: per ascoltare e capire come possiamo essere d'aiuto", ha concluso.