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Uno Bianca: morto suicida Pietro Gugliotta, gregario della banda

L’ex poliziotto, stando a quanto riferito dai familiari, si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione

Uno Bianca: morto suicida Pietro Gugliotta, gregario della banda
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A pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni rilasciate da Roberto Savi durante l’intervista concessa alla trasmissione “Belve Crime”, un’altra notizia diffusa nelle scorse ore ha riportato l’attenzione mediatica sul caso della Uno Bianca: Pietro Gugliotta, condannato non per fatti di sangue ma per il supporto fornito al gruppo criminale, si è suicidato all’interno della propria abitazione in Friuli Venezia Giulia. In realtà il suicidio è avvenuto lo scorso 8 gennaio 2026, ma i familiari dell’ex poliziotto hanno rivelato i fatti solo 4 mesi dopo.

Gugliotta, che aveva 66 anni, si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella sua casa di Colle d’Arba, in provincia di Pordenone, anche se, come dichiarato dai suoi congiunti, nei giorni precedenti il tragico epilogo non era emerso alcun segnale premonitore. Arrestato il 25 novembre 1994, fu condannato a 28 anni di reclusione, con pena successivamente ridotta a 18 anni: tornò in libertà nel 2008 dopo aver scontato 14 anni, grazie ai benefici di legge e all'indulto.

Come parte del percorso di reinserimento post carcere, aveva lavorato per anni in una cooperativa friulana, nella quale svolgeva trascrizioni e cure del verde, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, avvenuto all’incirca un anno prima del suicidio. Conclusa questa esperienza, aveva continuato a vivere lontano dai riflettori in Friuli con la sua seconda moglie.

Per quanto concerne i suoi trascorsi, era considerato come una sorta di "gregario" del gruppo guidato dai fratelli Savi, occupandosi prevalentemente dell'organizzazione logistica dei colpi. Ex poliziotto, come il nucleo principale del gruppo criminale, conobbe gli altri membri della banda ai tempi in cui operava presso la centrale operativa di Bologna (1987-1994). Nonostante l’affiliazione, tuttavia, non risultò mai coinvolto nei fatti di sangue: processato per il tentato omicidio di Driss Akesbi, e per l'esplosione di un ordigno presso un ufficio postale via Emilia Levante nel gennaio del 1990, fu assolto in entrambe le circostanze.

Il tragico epilogo lo scorso 8 gennaio, anche se nulla si sa sulle cause del suicidio, non essendoci stato alcun segnale di malessere né il ritrovamento di alcun biglietto.

Stando alle notizie circolate nelle ultime ore, Gugliotta era pienamente a conoscenza delle nuove indagini di cui si sta occupando la procura della Repubblica di Bologna, e avrebbe rivelato di pensare alla possibilità di essere nuovamente interrogato dagli inquirenti sui fatti: ciò nonostante, almeno fino ad allora, non era arrivata alcuna citazione né a lui né al suo avvocato.

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