Arrestato un dirigente medico alla Asl di Taranto: gestiva un «sistema parallelo» di prenotazioni di esami e visite mediche. Cioè, inseriva nel database gli appuntamenti di parenti e amici senza nemmeno farli passare dal Cup (il centro unico di prenotazioni) e, per far quadrare i numeri, cancellava o faceva slittare a chissà quando gli altri.
Il Giornale denuncia la truffa nelle liste d’attesa già da mesi e più volte ha raccontato dei trucchetti delle Asl pugliesi per far risultare i tempi delle liste regolari (ma solo sulla carta).
In realtà da tempo si consuma un’abitudine che ha dell’assurdo: le visite vengono cancellate o rinviate ma le modifiche vengono inserite nel sistema informativo in orari sospetti, sia all’alba sia di notte. Perché? Per ripulire le liste d'attesa intasate. E per riassegnare gli slot liberati agli amici degli amici.
Come avviene anche in Campania, stesso metodo.
Ora, nell’ambito di una mirata strategia di controllo a livello nazionale disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, volta a verificare il rispetto delle procedure di gestione delle liste d’attesa e a garantire la trasparenza delle prestazioni sanitarie, i Carabinieri del Nas di Taranto hanno concluso un’articolata ispezione.
Hanno incrociato i database informatici aziendali e i registri cartacei, scoprendo «buchi» e condotte illecite.
Il medico arrestato gestiva un vero e proprio sistema parallelo, senza impegnative, ricette, nulla.
«Tale meccanismo - rilevano i Nas nel loro rapporto - alimentato anche dalla sistematica omissione nell’archiviazione della documentazione sanitaria obbligatoria, permetteva di scavalcare illecitamente le liste d’attesa, arrecando un diretto pregiudizio ai cittadini regolarmente prenotati e in coda da mesi per l’accesso alle cure».
Secondo l’accusa, il medico avrebbero incassato direttamente i compensi delle prestazioni sanitarie, sottraendoli al circuito regolare. Per gli inquirenti, il sistema avrebbe prodotto un doppio danno. Da un lato ci sono i cittadini che seguivano le regole, beffati e scavalcati. Dall’altra c’è la sottrazione di risorse al servizio sanitario nazionale. Nel periodo preso in esame, il profitto illecito contestato sarebbe di almeno 52mila euro.
Al medico viene inoltre contestato di aver continuato a percepire anche le indennità di esclusività previste dal contratto. Ci sarebbe stata una «sistematica omissione» nell’archiviazione della documentazione sanitaria obbligatoria. L’ufficio procedimenti disciplinari dell’Asl ha quindi formalizzato il licenziamento del medico.
Le indagini continuano perché il sospetto è che il sistema sia consolidato e coinvolga altre persone. A chiedere l’intervento dei Nas è stato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro che, appena eletto, non vuole certo perdere la faccia su una questione così delicata. Aperta anche un’indagine interna della stessa Asl per chiarire i sospetti sulla strana riprogrammazione delle prenotazioni con una frequenza insolita. E con orari inconsueti. A volerla è stato lo stesso direttore generale della Asl Gregorio Colacicco, che ha istituito una speciale commissione ad hoc.
Il sospetto è che dietro il rischio assunto dagli operatori per modificare orari e prestazioni possa esserci un sistema di favori e regali,
aprendo la via anche all’ipotesi del reato di corruzione.A insospettire i commissari è stata la frequenza delle visite cancellate ma si ipotizza anche che ci siano stati accessi non autorizzati nel sistema informatico del Cup.