Stava andando in bici in un negozio del centro quando da lontano si è accorto della folla vicino all'incrocio, "gente sconvolta che urlava". "Così ho deciso di avvicinarmi e, senza pensarci due volte, ho prestato soccorso a una donna che aveva le gambe amputate, cercando di tamponare l'emorragia". A raccontare quei momenti di "orrore", nel pomeriggio di ieri a Modena, è un ufficiale dell'Esercito, il primo a soccorrere la donna che ha riportato l'amputazione di entrambe le gambe dopo essere stata falciata dall'auto lanciata contro la folla da Salim El Koudri. "Mancavano una ventina di minuti alle cinque - ricorda all'ANSA - quando da lontano ho visto un pò di gente, all'inizio pensavo ci fosse un'esibizione di qualche artista di strada. Poi, quando mi sono avvicinato, mi sono accorto che erano tutti sconvolti, attoniti. Una donna era a terra, è stata una scena raccapricciante. Aveva le gambe amputate e spappolate. Una signora, che ho scoperto poi essere un medico, la stava già trattando e così mi sono affiancato. Dal mio zaino ho estratto la tourniquet (laccio emostatico) che porto sempre con me e ho fermato l'emorragia sulla gamba sinistra. Sulla destra ha operato un paramedico che nel frattempo era riuscito a trovare due cinture per bloccare il sangue".
Il militare, del 9° reggimento d'assalto paracadutisti 'Col Moschin', ha agito d'istinto, raccontando di aver messo in pratica i "continui addestramenti" sul campo "anche in scenari simili". "Ho fatto quello che potevo fare con quello che avevo - evidenzia -. Anche i commessi dei negozi vicini hanno provato ad aiutarci con delle garze, ma purtroppo erano troppo piccole. L'Esercito mi ha insegnato questo e, senza dubbio, rifarei tutto quello che ho fatto, senza pensarci due volte. Il nostro motto è 'noi ci siamo semprè e ieri ne abbiamo dato concretezza". "La donna - ricorda ancora - era sotto shock, provava a tirarsi su col busto in attesa dei soccorsi. In quei momenti il tempo sembrava interminabile. Era vigile ma non mi ha detto niente. Spero stia meglio e possa riprendersi il prima possibile. Mi piacerebbe un giorno incontrarla di nuovo. Io mi sono trovato lì per caso, non cerco un ringraziamento, ho agito come avrebbe agito chiunque altro".
"All'inizio pensavo fosse stato un incidente - conclude l'ufficiale 35enne -, solo dopo mi sono reso conto che era stato un gesto volontario, quando ho visto altre persone a terra più lontane. Quello che mi ha colpito è la dissonanza tra l'evento e il posto in cui è avvenuto. In un teatro di guerra si è pronti ad eventualità simili, ma in una via del centro di Modena decisamente no".