La famiglia di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, al centro di alcune consulenze di parte che aiutino a giungere a una verità che dissipi qualunque dubbio. Quindi se da un lato ci sono le nuove investigazioni che vedono Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio e una parte dell’opinione pubblica che chiede a gran voce la riabilitazione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015, dall’altro anche la famiglia della vittima si avvale di esperti.
Come la criminologa Roberta Bruzzone, che si è offerta di venire in aiuto della famiglia Poggi. La dottoressa Bruzzone ha compiuto un primo sopralluogo nella casa in cui è avvenuto l’omicidio: accompagnata dalle telecamere di Quarto Grado, l’esperta si è concentrata sulla porta a soffietto che dà sulle scale della cantina: Stasi dichiarò di averla trovata chiusa e di averla aperta spingendo sulla fessura centrale. “Premendo qui è impossibile aprire. Anche se la porta non è completamente accostata, questo meccanismo la chiude definitivamente”, ha detto Bruzzone, mostrando appunto il meccanismo della porta a soffietto. Porta su cui non ci sarebbero impronte né sul pomello né sulla superficie: Bruzzone ha mostrato inoltre come si possa spalancare, se già aperta, ma non si possa richiudere usando il piede.
La criminologa si è poi concentrata sul garage, che ha definito interessante, poiché si trova sullo stesso piano della casa. “Il martello che manca all’appello era appoggiato proprio qui, quindi immediatamente visibile”, ha illustrato mostrando il davanzale di una finestra in garage. Anche se in diverse trasmissioni televisive c’è un braccio di ferro su questo punto, si ventila da sempre che da casa Poggi sarebbero mancati un martello - talvolta ipotizzato come arma del delitto - e un paio di asciugamani.
Bruzzone ha analizzato anche la topografia della casa, spiegando che tra ingresso e disimpegno all’epoca dell’omicidio ci sarebbe stata una porta: “Quindi quando Stasi fa la camminata nella prima perizia si sposta su quest’area, è impossibile, perché qui c’era un ingombro. Solo che nella perizia di primo grado la porta è disegnata, perché è stato ricostruito l’ambiente, mentre qui c’era un ingombro piuttosto significativo che riduce notevolmente gli spazi”.
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Tra i misteri più interessanti c’è il fatto che la porta a soffietto fosse pulita - la persona che ha ucciso Chiara
Poggi avrebbe dovuto avere le mani sporche di sangue e chiudere il pomello. Inoltre, dopo aver gettato il corpo sulle scale, in base alle macchie di sangue, si sarebbe recato in cucina, ma non è dato immaginare il perché.