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Lo scontrino, il pc, l'alibi: così a Garlasco si torna a riesaminare tutto

Ipotesi che potrebbero non rivelarsi come ventilato, tra pc di Chiara Poggi e scontrino di Andrea Sempio. Intanto si ripercorrono le dichiarazioni di Alberto Stasi relative alla mattina del delitto

Lo scontrino, il pc, l'alibi: così a Garlasco si torna a riesaminare tutto
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Tempo di analisi e ri-analisi a Garlasco. È notizia dei giorni scorsi che la criminologa Roberta Bruzzone ha deciso di realizzare una consulenza, da consegnare alla famiglia di Chiara Poggi, uccisa in casa il 13 agosto 2007. “Sulla scorta di quello che lui riferisce di aver fatto, quando sostiene di essere rientrato, ci sono almeno due passaggi che sono impossibili”, aveva precisato l’esperta a Quarto Grado, spiegando che sarebbe partita dalle dichiarazioni agli inquirenti di Alberto Stasi, condannato nel 2015 per l’omicidio in via definitiva.

Non si conoscono i dettagli, ma è possibile che Bruzzone potrebbe partire dal tempo di 5-6 minuti che intercorre tra l’ultima telefonata di Stasi alla fidanzata e la chiamata al 118 effettuata all’ingresso della caserma dei carabinieri di Garlasco. È davvero un tempo troppo breve? Stasi disse, per spiegarlo: “Io sarò rimasto lì pochi secondi, trenta, cioè ho fatto i movimenti, li ho fatti tutti veloce, appena ho visto sono scappato via”. Tuttavia c’è intanto molto al vaglio degli inquirenti.

Il pc di Chiara Poggi

Sul computer di Chiara Poggi, la procura ha affidato un’analisi a un proprio consulente, analisi che entro un paio di settimane dovrebbe essere conclusa. Uno dei nodi da sciogliere è l’apertura di un video ritraente Andrea Sempio, indagato nell’ambito della nuova inchiesta, il 10 agosto 2007. Secondo Daniele Occhetti, perito dell’epoca, “quel video risulta sia stato visionato il 10 agosto verosimilmente da Chiara. Questa attività è una delle ultime che fa Chiara”.

Tuttavia risultano 300 file aperti in contemporanea. Luigi Nicotera, perito informatico forense, ha dichiarato a Quarto Grado: “Il fatto che siano stati aperti 300 file contemporaneamente, in questa situazione e leggendo il contesto, fa capire che non si tratta di un’attività umana, bensì di un’attività automatica. L’apertura reale di un file lascia delle tracce coerenti nei registri di sistema che non sono assolutamente diversi da quelli che vengono generati automaticamente”.

Si tratterebbe di attività altrettanto automatiche nel caso delle visite, nella notte dell’1 agosto tra poco prima di mezzanotte e poco prima delle 8 del mattino, di siti di giochi e di pornografia: va tenuto presente che a quell’ora il computer non sarebbe stato connesso all’Adsl. Tra queste presunte attività ci sarebbe anche un presunto upload a YouPorn, anche quello probabilmente automatico perché nell’immediatezza viene sfogliato il sito, ovvero “dopo 2 secondi viene aperta un’altra pagina”, e questo può essere “riconducibile a un meccanismo automatizzato”.

Gli scontrini di Sempio

Sempio, nel corso delle prime indagini del 2007, esibì uno scontrino di un parcheggio di Vigevano per illustrare il proprio alibi: sarebbe andato lì per comprare in libreria, trovandola chiusa. Ci sarebbe tornato il giorno dopo, il 14 agosto, tanto da avere un altro scontrino. In questi giorni c’è chi ha sollevato la possibilità che i due biglietti fossero falsi. Ma non solo Quarto Grado ha fatto la controprova con un esperimento nella stessa macchinetta, ma ha ascoltato un manutentore e il sindaco di Vigevano, i quali hanno spiegato come i ticket non siano falsificabili.

In pratica,

l’autenticità è legata a un codice. Sugli scontrini risultano due numeri: il primo è un progressivo dei biglietti emessi dal parcometro, il secondo è un codice numerico generato in maniera random proprio per evitare falsificazioni.

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