Leggi il settimanale

La ferocia del male, mistero insondabile

Oggi non c'è nulla da aggiungere, solo il silenzio davanti a uno scempio senza limiti

La ferocia del male, mistero insondabile
00:00 00:00

Il coltello. Il fuoco. L'escavatrice. Le parole non bastano. Non basta parlare di omicidio, non basta parlare di femminicidio, non basta evocare i precedenti che pure sono atroci. Il nostro linguaggio, che in qualche modo ci protegge, sta stretto intorno all'orrore di Anguillara, alla morte di Federica, l'ingegnere che sognava una nuova vita, alla furia senza aggettivi, perché spuntati, scatenata dal marito, Claudio Carlomagno. È un film che abbiamo già visto nel passato, ma questa volta c'è qualcosa in più che è difficile decifrare e forse è giusto lasciare lì, nel fondo limaccioso delle nostre incertezze. Fragilità che riflettono le angosce dei nostri tempi.

Ci siamo in qualche modo salvati in corner, davanti a storie simili, chiamando in causa quell'aggressività distruttiva, l'overkilling, e abbiamo delegato a criminologi e psicologi profili di tanta ferocia, spiegazioni dell'implausibile, esplorazioni di menti precipitate nell'oscurità. Tutto giusto, anzi sacrosanto e corretto. Oggi non c'è nulla da aggiungere, solo il silenzio davanti a uno scempio senza limiti. È il mistero infine insondabile del male che annienta l'altro, ma toglie il futuro anche a chi l'ha commesso.

Cercheremo nel buio il filo da seguire. Ma il filo si spezza prima di farci comprendere. Meglio non buttare altre parole nella fornace delle interpretazioni. Ci fermiamo un passo prima. Solo mormorando una preghiera e sentimenti di pietà.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica