Tutto fa pensare che il delitto di Garlasco stia per arrivare a una svolta decisiva. Le nuove indagini sul caso hanno infatti portato alla rivelazione di tanti nuovi elementi che, se messi insieme, possono effettivamente riscrivere la vicenda. Fra i tanti reperti esaminati ci sono anche i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara Poggi. Per anni si è dato per scontato che quei capelli appartenessero alla vittima, ma in verità questa conclusione non è pienamente corretta. Ospite a Mattino Cinque, il genetista Matteo Fabbri ha voluto mettere in chiaro che quel reperto potrebbe non ricondurre esclusivamente a Chiara. L'unico dato che riporta, infatti, non è l'appartenenza alla vittima, quanto piuttosto alla linea materna, dato che è stato isolato il Dna mitocondriale.
Il fatto che i capelli esprimano un Dna riconducibile alla linea materna di Chiara, amplia il campo di ricerca. Non i capelli di Chiara, ma i capelli di qualcuno con la stessa linea materna di Chiara. Ossia, Chiara Poggi, ma anche tutti coloro che con lei condividono quel DNA mitocondriale. Si tratta di un dato scientifico incontrovertibile.
Il dottor Matteo Fabbri ha affermato che quei capelli, se ancora presenti, potrebbero essere riesaminati. Essi, infatti, darebbero un prezioso contributo alla risoluzione del caso Garlasco. Pur non avendo il bulbo (zona in cui si trovano le maggiori informazioni genetiche) quei capelli potrebbero comunque aiutarare nella ricostruzione delle dinamiche dell'omicidio.
La domanda che si pongono tutti è: chi altro condivide il Dna mitocondriale con Chiara? "È stato detto che i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara appartenessero a lei stessa, ma non è proprio così, infatti il Dna mitocondriale sui capelli in questione è quello che li identifica come appartenenti alla linea materna, ma non necessariamente a Chiara", ha dichiarato il dottor Fabbri.
Soltanto due persone possiedono lo stesso materiale genetico di provenienza mitocondriale: Chiara Poggi, la madre Rita Preda, e il fratello Marco Poggi. Da escludere, invece, coloro che sono legati alla vittima per via paterna, ossia Maria Rosa Poggi (zia di Chiara e sorella del padre Giuseppe Poggi), Ermanno Cappa e le cugine Stefania e Paola Cappa.