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Il "giallo" del corpo di Emanuele Galeppini. "La Svizzera non vuole fare l'autopsia, il corpo intatto e senza ustioni"

Intervista ad Alessandro Vaccaro, il legale della famiglia della giovane promessa del golf. "In tanti anni di carriera, non sono mai stato così in imbarazzo"

Federazione Golf Italia
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"Parlo da padre. Una vicenda così mi ha scioccato. In tanti anni di carriera non sono mai stato così in imbarazzo”. L'avvocato Alessandro Vaccaro assiste i genitori di Emanuele Galeppini, la giovane promessa del golf che ha perso la vita a 16 anni nell'inferno del locale "Le Constellation" a Crans-Montana, la notte di Capodanno. Chiedono “chiarezza” sulla morte del ragazzo, non solo sulle responsabilità dell'incendio.

Ci può spiegare meglio?
I genitori hanno vissuto una Odissea di due giorni che non si può neanche immaginare. Dopo l'annuncio della morte, la richiesta di effettuare il dna, li hanno chiamati chiedendo di andare a riconoscere il corpo del figlio. Si aspettavano una bara chiusa, invece il loro figlio era lì, intatto. Perfetto. Quando ci siamo incontrati, la famiglia ha messo sul tavolo il portacarte nero. Hanno estratto la patente, che è in plastica, un oggetto che se lo metti sul termosifone si piega. Quella di Emanuele era intatta. Ci chiediamo, dove è stato trovato il corpo? Non ce l'hanno detto e questo è inaccettabile per una famiglia che ha perso un ragazzo, per di più così giovane.

Siete in contatto con le autorità svizzere?
Si, lo stiamo facendo tramite colleghi e consulenti locali che possano fare da tramite tra noi, la polizia e gli inquirenti. Il padre ha chiesto subito dell'autopsia, ma gli è stato risposto che non è necessaria, che visto l'incendio, la causa della morte è pacifica e non va indagata. Nei giorni scorsi è stato il caos, adesso le acque si sono "calmate" e chiederemo degli ulteriori approfondimenti.

Che idea vi siete fatti delle cause della morte?
Il ragazzo non aveva alcun segno addosso, e nemmeno lesioni compatibili con una sorta di schiacciamento, che non è sicuramente avvenuto. Ovvio che pensiamo a un decesso dovuto alle esalazioni tossiche, ma bisogna comunque approfondire. Emanuele non aveva i vestiti bruciati, i capelli e le ciglia erano intatte. Il padre mi ha detto che solo le scarpe erano sporche di cenere, ma potevano essere indossate di nuovo dopo essere state spazzolate.

Quale strada giudiziaria percorrerete?
Rivolgersi alla procura di Roma non ci sembra percorribile, perché se è vero che è competente sui reati commessi ai danni di italiani all'estero, i suoi poteri sono limitati.

È più probabile che, dopo le interlocuzioni con le autorità svizzere, ci rivolgeremo a un consulente medico privato, quantomeno per avere chiarezza sulla morte ed eventualmente procedere ad azioni legali nei confronti dei soggetti interessati.

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